Siamo noi che nonostante il deploy fallito, la CIA rossa, il business incazzato, ci troviamo al GITBAR e davanti a una birra tutto ci sembra un po' meno grave.Bene e benvenuti su GITBAR, nuova settimana e nuovo episodio qua nel nostro bar degli sviluppatori.Finalmente sono ritornato nella mia postazione base qua in Francia ma non non ho montato tutte le attrezzature, infatti voi vedete che ho una certa aurea bianca che sembra un Goku, ecco questo si chiama green screen configurato male perché sono con la webcam e non con la reflex, ma ce ne frega anche relativamente visto che quello che veramente importa oggi come in tutti gli episodi di Geekbar è quello che i nostri ospiti ci andranno raccontando.Quindi bando alle ciance io direi che cerchiamo di arrivare il prima possibile a chiacchierare con il nostro ospite.Prima però di raggiungere il nostro ospite nella nostra lounge che fa molto aeroporto, vi devo ricordare rapidamente i nostri contatti.Info che ho c'è la github.it e @brainrepo sono i modi canonici per contattarci.Abbiamo poi il gruppo Telegram che è la nostra casa, il posto dove ci incontriamo quotidianamente per chiacchierare del più e del meno e infine c'è il nostro nuovo canale YouTube che è ancora giovanissimo, è ancora piccolissimo ma canale nel quale carichiamo le nostre registrazioni video, quindi sì ahimè oltre ai bellissimi visi dei nostri ospiti dovrete sorbirvi anche questo mio faccione scolorito e un po' biancastro probabilmente a causa degli medicinali che sto prendendo e infatti mi sentirete tossire e anche il nostro ospite tossirà un po' perché siamo insomma tutti e due un po' malatici questi giorni però non volevamo saltare questo appuntamento e e volevamo in qualche modo fare questa chiacchierata da condividere con voi.Io volevo ringraziare anche i donatori prima di partire la puntata perché in realtà queste donazioni sono arrivate prima della precedente puntata, quindi era mio dovere fare i ringraziamenti, ma Paypal continua ad avere uno spinner che gira e non carica e quindi io per ora non non posso ringraziarli, quindi aspettiamo qualche minuto insomma a metà puntata o verso la fine faremo i dovuti ringraziamenti a chi si prende carico di Gitbar e fa sì che ogni settimana noi possiamo produrre questi contenuti, bruttissimo produrre questi contenuti, condividere con la community queste storie, ecco perché produrre contenuti sa molto di banchetto del supermercato che c'ha qualcosa da vendere.Noi non vendiamo niente a parte birre fresche quindi eccoci qua a condividere le nostre storie.Oggi abbiamo un ospite interess...e ciao se non muoio prima...interessantissimo.Abbiamo con noi Mike Di Prisco con il quale ho fatto un'interessantissima chiacchierata anche a CodeMotion e dove andremo poi a parlare di una roba molto interessante dell'evoluzione di un progetto che sta portando avanti.Ma prima di iniziare a parlare di questo progetto, cerchiamo di capire più chi è Mike DiPrisco.subito uso l'accorciativo, no? Mike suona molto molto statunitense e suona anche bene.Tu, se non sbaglio, sei un software engineer a Joinly? Corretto, Joinly.Sai, la mia pronuncia è quello che amico mio, quindi...Diciamo che te la sei giocata facile con il Mike, così abbiamo evitato Ilma e Michael, Michelle, quindi rispondiamo alla prima domanda.Sono un software engineer in InJointly, principalmente mi occupo della parte di back-end, anche se in realtà ultimamente mi sto un attimo anche spostando verso la parte di fronte, sto cercando di tenere un po' le redini Sì, appunto, sono Michael Di Prisco e da un paio d'anni, un annetto, un paio d'anni sono sbucato su LinkedIn e ho cominciato a condividere un po' le mie esperienze, i miei progetti, le mie avventure con cui ho avuto il coraggio e la voglia di seguire.Tu su LinkedIn comunque sei una personalità abbastanza nota da quello che mi è sembrato di vedere nel tempo, cioè ti sei ritagliato una buona audience.Allora la prima domanda che ti voglio fare, visto che viviamo nell'epoca dove un po' tutti, ma è compreso, hanno avuto o hanno velleità di essere..."Influencer" è una parola...noi li chiamiamo "Devrel", no ma fondamentalmente un po' tutti vogliamo essere i "chiaraferragni" del punte virgola, Quindi tu che comunque un po' di audience te la sei ritagliata, che percorso hai fatto per crearti questa audience? Allora, diciamo che per me è stato un percorso un po' particolare, ma si è sempre basato sull'onestà di quello che dicevo.E questa è una cosa fondamentale che credo valga la pena dire fin da subito.L'importante è quando si prova a cercare, cioè si prova a creare una nicchia, si prova a creare un qualcosa, chiamiamolo erroneamente prodotto, il Michael prodotto di Dunkedin.Bisogna essere autentici, oppure essere veramente bravi a mentire, ma quello è un altro discorso.Perché comunque la community si costruisce con costanza, e la costanza necessariamente collegata al tempo.E dopo un po' di tempo le persone cominciano a conoscere chi, nel bene o nel male, sanno cosa aspettarsi da te e cosa non aspettarsi.Di conseguenza, credo che la cosa fondamentale sia non cercare di essere, chiamiamolo come vogliamo, devrel, devinfluencer.L'importante è cercare di fare qualcosa con un obiettivo e cercare quanto possibile di essere sempre onesti, o perlomeno reali, mettiamo una cosa così, reali.Io ho cominciato questo percorso con un diario nato dalla disperazione di non riuscire a trovare lavoro.Disperazione forse in termini grossi, in realtà è diventato, non dico un divertimento perché cercare lavoro non lo è, però era un bel modo per osservare il panorama del mondo del lavoro, per cercare di capire un po' quali erano le dinamiche che si stavano sviluppando nel 2022, quando io stavo cercando.Ed è da lì nato questo diario che è andato avanti per 35-36 episodi.È durato veramente tantissimo, in cui raccontavo le mie vicissitudini nella ricerca del lavoro.Poi sono entrato in Jointly a fine 2022 e da lì ovviamente la presenza del diario si è fatta un pochettino più sparsa, perché comunque c'erano cose da raccontare ma non direttamente, non erano più orientate direttamente a me, non avevo più tutto quel materiale perché era il diario di uno sviluppatore in cerca di lavoro e avendolo trovato insomma il materiale era quello che era.Tanto che da qualche settimana, qualche mese, l'headline che ho di LinkedIn non indica più il famoso termine, diciamo quello con cui ero diventato noto, cioè il terrore di Recruiter, perché insomma quel personaggio, mettiamola così, aveva dato un po' quello che poteva dare.La mia battaglia nel mondo dell'HR Tech continua, ma non aveva più quel dolore, non aveva più quella forza, il fatto di avere quel termine, quell'indicazione nel headline.Voglio fare una domanda proprio legata al personaggio, tra virgolette e come voi sapete sempre io attingo dal mio passato, io per tanti anni, tanti, eh, tanti tanti, ho fatto il dj e ho sempre avuto un altro nome con il quale venivo chiamato e ero conosciuto, mi ero ritagliato una fetta di interesse che è piuttosto interessante ecco, ed ero conosciuto con quel nome e ho fatto...quando poi ho aperto la società insieme a dei soci che sono dei fratelli che saluto e abbraccio, quando poi ho aperto questa società ho fatto una faticca immane a liberarmi di quei vestiti.Ricordo ancora una riunione dove io entravo in qualità di esperto di materie specifiche che erano tutto fuorché la musica e sto tizio che aveva, ricopriva un ruolo importante mi disse "eh ma tu sei quello che fa ballare mia figlia" ecco al di là di tutti i giochi, delle batutacce che si possano fare su questa affermazione in realtà, quel momento è stato fortemente frustrante per me, perché io ero diventato quella cosa, ero diventato quello che facevo.Tu hai mai vissuto questo tipo di passaggio anche per esempio spogliandoti della veste del sviluppatore in cerca di lavoro, Era un personaggio che comunque è un personaggio forte, cioè è un personaggio che fa audience, se vogliamo parlare in termini di influencer, no? Assolutamente sì, ed è proprio quello il punto che dicevo.Cioè l'importante, perlomeno io dico quello che ha funzionato per me e che credo stia funzionando per me, è il fatto di essere onesti, prima di tutto con se stessi.Io mi ero reso conto che, appunto come dici tu, quello era diventato un personaggio molto forte che un po' stava anche prevaricando quello che voleva essere il Michael, che voleva dire la propria, voleva cercare di magari aprire discussioni su argomenti tech non tech.Insomma, stava diventando un po' - non dico pesante, perché il termine è sbagliato - ma importante.Ok? E ho ho deciso di togliere quell'headline anche per quel motivo, perché mi è capitata una situazione diciamo in una scala minore ma molto simile.C'è stato un ragazzo che mi ha scritto un giorno qualche qualche mese fa dicendo "quando è che esce la prossima puntata del diario?" come se fosse un appuntamento, cioè io me la sto aspettando questa cosa qua.E dicevo "guarda, in realtà ad ora non ho nient'altro da dire, cioè diciamo che le cose che mi capitano sono più o meno quelle che ho scritto, quindi posso romanzarle quanto vuoi, posso metterci la battutina in fondo, ma sono quelle.Allora ho inventato qualcosa e lì ho capito che forse eravamo andati oltre quella soglia di dire "se veramente devo pensare che per andare avanti con questo personaggio mi serve inventare qualcosa, per il modo in cui a me piace comunicare, sbagliato giusto che sia, preferisco non farlo.Preferisco togliermelo, perdere quella forza che comunque aveva quel personaggio, come giustamente dici tu, perché parliamo di piccoli numeri, ma io nell'arco del 2022 ho raccolto, se non ricordo male, 2.000-2.500 follower, dei 4.000 totali più adesso.Possiamo dire che quel personaggio mi ha dato la notorietà che posso avere ora.Però credo che sia un passaggio necessario, perché come dici tu risulta poi frustrante nel momento in cui questo personaggio supera quella soglia di chi è Michael e chi è il terrore dei recruiter.Sì sì sì, a parte che poi in privato magari ci facciamo una chiacchierata perché possiamo lanciare un nuovo filone narrativo, a fianco ai noir, ai romanzi di fantascienza potremo fare tipo le recruitment novels, ci faranno un'area specifica nelle libri.No, cazzate parte.Quello che dicevi mi ha fatto pensare una cosa.Spesso queste parole, queste riflessioni possono essere utilizzate da filtro anche per leggere alcuni post.Da poco ho riletto alcuni post di Uncle Bob.Sapete che io lo odio dal profondo del mio cuore, è viscerale la cosa.Però una domanda che mi son fatto è quanto ormai è il personaggio che parla e come Uncle Bob, tanti di questi personaggi polarizzanti, poi ne abbiamo alcune figure anche in Italia, quanto in realtà sono loro consapevoli che il mondo è composto di sé e di "ma", e di dipende soprattutto come direbbe il buon Mattia, o quanto invece sono quella macchina da audience che deve alimentare se stessa ed entra in quel ciclone mi viene da dire autoreferenziale ma non lo è cioè questo non toglie la preparazione tecnica della persona che sta sotto, ma l'audience che è davanti probabilmente richiede questo tipo di contenuti e si diventa quasi, anche i grandi diventano quasi vittima di questo meccanismo malsano.Sì, è vero.Io ho una cosa simile diciamo nel piccolo che può essere la mia scala, l'ho notata quando ho scritto "Inèvitabot" che è stato il mio primo articolo, che ho scritto per il mio sito, che poi ho pubblicato a puntate su LinkedIn.Ecco, quello probabilmente è stata la serie di post che ha fatto meno visualizzazioni in assoluto che chi abbia fatto sul mio profilo.Cioè, parliamo di cifre che erano anche 100 volte inferiori a quelle che facevo in altri casi, tanto che ne facevo talmente poche che ho chiesto a LinkedIn se ci fosse qualcosa che non andava.Cioè, li ho contattati dicendo "guarda, non capisco, cioè nessuno riceve le notifiche, nessuno legge questi post.Semplicemente non erano il mio target.Ora lì le strade sono due, come dici tu, gli esempi sono vari.Prendiamo anche il Bob perché l'hai citato.Ecco lì forse si sfocia nell'autoreferenzialità perché...O nella demenza sinile.Perché è una giustificazione, ma non cambia il fatto che comunque si rimane nella propria nicchia, nicchia piccolo o grande che sia, cioè intendiamo come significato del termine, si rimane nel proprio filtro, nel proprio spettro e si continua ad avere accettazione in quello spettro.E quella è una strada che si può perseguire e quella è una strada che dal mio punto di vista è da perseguire nel momento in cui vuoi diventare quel tipo di persona.Se vuoi essere appunto quella figura polarizzante che se sai che si sta parlando di quell'argomento o in quel modo di una determinata cosa si fa riferimento a quella figura, allora ci può stare, lo puoi fare.Sai cosa stai sacrificando, c'è la possibilità di dire la tua perché a un certo punto questa polarizzazione sarà un pochettino stretta in te, ma lo puoi fare.Dall'altra parte ci sono quelli magari come me, che l'audience se lo fanno pian piano, perché comunque 4.000 sono tantissimi per quello che poteva essere la mia aspettativa, ma sono pochi per quello che potrebbe essere appunto il lavoro di un dev influencer.Però lo faccio con una certa costanza e lo faccio sapendo che quella volta che esco dal mio filtro, dal mio seminato di pubblico, lo faccio perché penso che in quel momento io voglia comunicare quella cosa.Cioè, a me non è spiaciuto che avesse fatto mille visualizzazioni rispetto alle magari 15.000 che ne può fare un altro post, un'altra serie di post.L'ho fatto perché pensavo che in quel momento fosse la cosa giusta da comunicare, perché era un'idea che avevo, qualcosa che avevo scritto che volevo dire.Quindi sono proprio due strade diverse, però sono d'accordo, ci sono determinate figure che necessariamente devono alimentare il proprio pubblico.Sì, questo, altrimenti pur avendo numeri si perdono, no? Assolutamente, sì.Vengono soffocate, ma questo è dato dal sistema malsano dei social, che secondo me dovremmo superare.Su l'essere vittima in qualche modo la propria audience, o comunque sul dove registri la propria audienza, c'è da poco un video fatto da Matteo Flora che parla del caso Ferragni che è comunque interessante.Io poi sono tipo la persona meno social del mondo, ma a conferma di quello che hai detto ci sono due osservazioni che ho fatto.La prima è sugli articoli, anche io ho un'esperienza simile alla tua, feci il primo articolo, credo uno dei primi del mio blog, dove parlavo di remote working e praticamente facevo a merda, ma a merda totale, un tizio che praticamente ha iniziato in vede sul remote working e allora io ho preso punto per punto, le sue insinuazioni, era un tizio francese di un'azienda abbastanza nota qua in Francia, e ho smontato fondamentalmente punto per punto quello che diceva.E quella ha fatto una quantità di view enorme.Poi ho iscrissi un articolo abbastanza interessante, soprattutto molto sofferto, che veniva da un episodio del podcast che era quello del refactoring secondo Calvino, e i numeri erano tipo una cifra decimale di quella di quell'altro numero.Quindi cosa mi ha fatto capire è che in realtà se scrivi roba polarizzante fai spesso molte view.A conferma di questo, la conferma di questo ce l'ho avuta per l'ennesima volta qualche giorni fa, quando ho pubblicamente fatto le congratulazioni a Paolo Benanti, padre Paolo Benanti, per il suo nuovo ruolo, perché noi, almeno i baristi di Gitver, gli ammutinati di Gitver, lo stimano in modo infinito quest'uomo, perché abbiamo compreso la profondità della persona dal lato umano ma anche dal lato professionale e io ho scritto un post abbastanza tagliente dove dicevo "non sono cattolico, penso che è uno stato laico, la laicità debba essere fondamenta dello Stato" ma nel contempo non credo di contraddirmi nel dire che Paolo Benanti e una delle persone migliori che poteva ricoprire quel ruolo.Questa cosa ha polarizzato tantissimo e io rispetto al mio standard, tenete presente che io non so tutto tranne che social, rispetto al mio standard ho avuto tre ordini di grandezza più like, con conversazioni nel thread di LinkedIn, e a quel punto mi son detto "ma voglio davvero, perché quel posto l'ho fatto di getto proprio dal cuore, mi sentivo di fare le congratulazioni, però nel contempo mi sentivo anche di dire la mia sul flame che si è un po' andata a alimentare sul fatto che Paolo Benanti indossasse una tunica, un lo so io anzi, essendo un frate Francescano.E questa cosa, insomma, a tri gradi mi sono detto "ma voglio davvero essere parte del mondo social".Tanto che, e qua nasce un'altra domanda che voglio porti, sto avendo sempre più difficoltà a condividere.Io sto continuando studiare tanto no? Prima quando studiavo tanto o facevo un post o facevo un tweet o facevo un post su LinkedIn in qualche modo raccontavo qualcosa.Adesso per esempio stiamo lavorando con Flavio che ringrazio e saluto e abbraccio a Fourvier che è appunto il nostro il nostro tool per la generazione di feed RSS per il podcasting open source fatto con una tecnologia abbastanza figa, Rust, TypeScript, Contour, insomma ci sarebbe tanto da scrivere in realtà anche perché di quella roba non c'è tantissima documentazione e poi alla fine mi trovo a dire ok io avrei da dire questo, questo, questo, questo ma ne vale davvero la pena rielaborare quello che sto pensando per esporlo.Io lo so che ne vale la pena perché affinerebbe miei pensieri però mi credo che alla fine non lo so sono in un periodo quasi di stanca del condividere e di dire vaffanculo mi chiudo al riccio mi concentro su me stesso e se devo dire qualcosa faccio una riflessione nel podcast e c'è.Sono d'accordo sono dei momenti che vivo spesso anch'io, infatti il mio profilo LinkedIn è caratterizzato da dei periodi, dei periodi nel quale condivido quelli che sono appunti i miei studi, i miei pensieri, la mia filosofia su determinati argomenti e altri in cui invece apro discussioni, perché anch'io sento questa stanchezza.Come tu giustamente dicevi, in realtà io non sono molto social, io sono LinkedIn, perché se tu guardi il mio profilo di ex, io non exo mai, non condivido mai nulla, credo di avere forse 20 follower su Twitter e tipo 5 tweet all'anno.Scrivo molto su LinkedIn, Facebook metto solo le foto di mio figlio ogni tanto e basta, veramente, io uso solo quella, perché la percepisco anch'io questa fatica, la percepisco molto, soprattutto nel momento in cui pubblichi qualcosa, bene o male che ti vada, quella decina di commenti ti arrivano, alcuni possono anche essere molto velenosi, ti fanno anche un po' passare la voglia di appunto stabilire, elaborare, condividere, discutere.Ecco perché mi prendo dei momenti di pausa.Ora sono nel momento di guerra, diciamo perché sto ho appena aperto una mini rubrica di domande a cui nessuno vuole rispondere in cui c'è la possibilità di chiedermi quelle cose per cui solitamente l'industria non risponde mettiamola così e cerco di dare quella che è la mia opinione in realtà niente niente di più non non reputo di poter dare verità assolute a riguardo sicuramente dopo questo periodo ci sarà un momento di quiete nel quale dovrò recuperare da tutti i rospi che ho dovuto ingoiare quindi la capisco, però credo che sia un po' l'altra faccia della medaglia.Se non vuoi avere il conflitto, non vuoi avere quella situazione nel quale è necessario creare tensione, è necessario creare discussioni polemiche, allora puoi polarizzare.A quel punto saprai che la tonicchia sarà sempre quella, perché a un certo punto sarai talmente polarizzante che chi è contro di te gli passerà pure la voglia di venire a commentare sotto il tuo posto.Condivido, condivido appieno la posizione.Nel contempo mi chiedo come abbiamo fatto noi in Gitbar in tutti questi anni, pur non essendo polarizzanti, cioè potremo appendere la targa nel nostro bar, il podcast più democristiano della tecnologia.Però ecco mi chiedo come abbiamo fatto a sopravvivere e a costruire la nostra audience pur non essendo così divisivi negli episodi.Quindi boh, non ne ho idea.Io una risposta forse ce l'ho.Mi devo preoccupare? No, Io lo sai, ne abbiamo parlato anche quando ci siamo visti.Io seguo Gitbar da tanto tempo.Sono stato onesto già con te dicendo che non seguo tutte le puntate perché seguo tantissimi podcast, ma Gitbar è quello che aspetto.Io so quando esce la puntata, mi guardo la descrizione, cerco di capire chi è, chi è l'ospite.Non mi fermo mai a leggere il titolo e dire "no, quella cosa non mi interessa".Come invece magari posso fare con la Gitbar.Quindi devo spendere un po' più tempo sulla descrizione.Devi spendere un po' di tempo se mi vuoi come ascoltatore.L'ultimo periodo la sto facendo fare a chat gpt quindi si dovrei investire un po' più di tempo.Però come sta succedendo in questo momento credo che il potere di Gitbar sia quello di aprire una discussione più che dare delle risposte.Questa secondo me è una cosa importantissima cioè discutere permette di avere un'opinione a favore o contraria di quella che si sta esponendo in quel momento.Dare la propria opinione diretta su qualcosa facendola passare per verità o comunque facendola passare come materiale formativo necessariamente ti espone a una risposta diversa da parte di chi ti sta ascoltando, chi ti sta seguendo, se parliamo di un podcast.Può essere, in realtà sì, fa parte proprio della nostra filosofia fare più domande che avere risposte.Quindi sì, può essere quello.Io in realtà sono troppo dentro per comprendere questa cosa.Spesso si dice che non possiamo capire, noi capiamo il nostro pianeta e il nostro sistema solare solo guardandoci riflessi dagli altri e questa è un po' la nostra condizione.Nel contempo quando si parlava di creazione continui oltre alla stanca di cui abbiamo parlato prima.Credo che uno dei freni più grandi sia davvero il fatto che c'è tanto rumore la Furbias.Cioè basta davvero prendere due concetti, quattro righe di roba, darle in pasto a chatgepetto e automaticamente tu hai un articolo pronto per essere pubblicato e qualcuno, qualche povero cristo dovrà pure leggerselo e 1, 2, 10, 1000, 10000 io l'ho già detto un paio di volte sto avendo difficoltà a trovare contenuti interessanti tanto che sono ritornato leggermi i paper o dei paper con la speranza che almeno quelli non siano davvero frutto di minimal effort e chat gpt.Adesso non dico che tutto sia così però ce ne inizia a esserce un bel po' tanto per cui magari prendere la palla al balzo, frenare e prendersi un buon libro e dedicarsi a un libro, su un libro secondo me può essere una cosa una cosa interessante e questo qua mega mega collegamento con doppio salto triplo salto carpiato no? Voglio collegarmi col concetto di libro al...non so se il tuo ultimo, comunque è uno dei tuoi progetti che ha fatto più rumore in assoluto e sulla quale mi piacerebbe parlare di te, con te di come ha funzionato il processo, perché un po' tutti conoscono il progetto del libro open source, se ce lo volete assumere in un paio di minuti di cosa si tratta, giusto per ricollegare chi se lo fosse perso...Diciamo che te lo potrei rassumere in quattro parole, un libro open source, credo che questa sia la definizione principale che possiamo dare.È un libro scritto a mille mani e che vuole essere un manuale dello sviluppatore che lo leggerà, mettiamola così.Quando ne abbiamo parlato con i primi folli e le prime foglie che si sono aggiunte al progetto ci siamo detti che volevamo scrivere il libro che avremmo voluto leggere quando abbiamo cominciato.Se voglio dare un riassunto in dieci secondi è quello.Stiamo cercando di scrivere il libro che avremmo voluto leggere.Che è assolutamente un'impresa ambiziosa, quindi tutta la mia stima è su questo.Qual è stato la miccia che ha triggerato questa idea? Cosa è che ti ha spinto? Perché io lo so, questa idea da quello che so, nasce da te, condivisa su una community ed è esplosa nella community, è diventata, è evoluta, si è trasformata.Ma la prima amicia, come è nata? Allora, possiamo dire che è stata quasi un...all'inizio è stato quasi un esperimento sociale.Ho detto "Chissà chi potrebbe essere interessato a questa cosa e che cosa può venire fuori.Tanto che la cosa era veramente quasi cominciata come uno scherzo.Io ho scritto a Serena Sensini, le ho mandato un messaggio con lo screen del mio post programmato per qualche giorno dopo, che citava "un libro open source, ci sto pensando davvero" e poi sotto c'era il resto della descrizione.Io ho detto "lo faccio o non lo faccio?" L'ho scritto a lei, l'ho scritto anche ad un altro paio di persone, tutti mi hanno detto "guarda, se lo fai io partecipo, ci provo, non so cosa viene fuori ma ci provo".Quindi in realtà è stata una miccia condivisa perché io appunto volevo buttarla un po' così, non dico incacciarla perché no, però volevo un po' vedere che tipo di reazione avrebbe sortito un'idea del genere verso la community e quello che è venuto fuori è che in realtà sono stato soverchiato dall'interesse che questa cosa ha avuto.Tanto che tantissime delle prime decisioni che io avevo preso quando ancora ero l'unico a prendere perché ovviamente nel periodo l'1 agosto era il mio progettino, la mia idea che stavo portando avanti.Moltissime cose in realtà le ho cannate palesemente, cioè sono fortunato che ci siano delle persone che abbiano deciso di seguirmi comunque in questa impresa dopo quegli erroracci fatti all'inizio.A questo punto sono curioso, qual è stato l'errore, se lo puoi dire naturalmente, l'errore che pensi fosse stato quello più pericoloso che la community ti ha aiutato a raddrizzare? Allora, io credo che anche se in realtà, e su questo sono totalmente onesto e ne ho parlato anche tanto con questi 40 folli che mi stanno seguendo in questa cosa, la possibilità di far nominare come ambassador del progetto, e ora andremo al significato dell'ambassador, chiunque, ha creato un po' un divario, un divario all'interno del gruppo di ambassadori.Detto in parole semplici, gli ambassadori, soprattutto quelli che sono entrati all'inizio, quindi parliamo di settembre, erano le persone che volevano aiutarmi, semplicemente.Il loro ruolo era quello di avere un impegno morale nei confronti del progetto, niente di più.E se possibile anche scrivere qualcosa su questo libro.Sono entrate veramente tantissime persone, cioè ci siamo trovati nella situazione in cui nello stesso gruppo Telegram, perché per comodità siamo andati su Telegram, avevamo appunto gente del calibro di Guido Penta, Serena, Minchelmurabito, ci siamo veramente in tantissimi, Emanuele Bartolesi.E dall'altra parte poi avevamo lo stagista che invece voleva parlare di come era stato difficile per lui entrare nel mondo del lavoro.E quindi si è creato questo divario che dal mio punto di vista è magnifico perché è una contabilizazione culturale veramente incredibile perché di far questo lavoro da qualche anno sembra, da quello che vedo, sembra quasi vivere un atterro d'avorio rispetto agli altri che non sanno come raccapezzarsi, come cercare lavoro, come districarsi.E invece tu che molli il lavoro oggi, domani ne hai già trovato un altro.Cioè sembrano veramente due mondi separati.Quindi per me questa cosa è una cosa bellissima.Chiaro è che però dall'altra parte è stato un po' un freno per determinate persone, perché chiaramente la persona che non aveva quel tipo di esperienza, quel tipo di esposizione pubblica, si è trovata appunto, come dici tu, ad essere parte di un progetto di cui tutti parlavano.Ed è stato veramente...credo che...non so solo definire proprio un errore, però probabilmente avrei gestito diversamente quella cosa.Probabilmente avrei introdotto dei livelli di accesso un po' diversi forse all'inizio, anche se in realtà ad oggi siamo più di 30 ambassador e secondo me le cose stanno funzionando bene.A livello strutturale, sai io sono sempre, avendo gestito aziende, quindi gli organigrammi mi gasano tantissimo e quindi mi chiedo a livello strutturale come è organizzata la gestione del progetto? Allora, ci abbiamo lavorato un bel po', quando ci siamo sentiti per i saluti e gli auguri di Natale qualcuno si rammaricava del fatto che forse ci avevamo pure speso troppo, diciamo, in questa in questa organizzazione.Noi siamo in realtà un'organizzazione molto flat da questo punto di vista, nel senso che, anzi, uno dei problemi principali che abbiamo avuto all'inizio di questo progetto è stato far capire alle persone che non era necessario essere ambassador per poter contribuire, ma che chiunque potesse farlo lo stesso identico modo.Si potevano scrivere capitoli, si poteva contribuire ai contenuti già esistenti in maniera totalmente aperta, come deve essere un progetto open source di quel tipo.L'organizzazione è più che altro in termini di divisione delle responsabilità, quindi noi abbiamo due figure principalmente, il contributor e il ambassador.Il contributor è colui che è vicino al progetto, quindi o è uno dei primi di ambassador, che però si è reso conto che poteva sì dare una mano al progetto, ma non scrivere contenuti direttamente fisicamente, o comunque delle persone che invece sono entrate dopo e hanno cominciato a contribuire al progetto, e a quel punto entrano banalmente nelle organizzazioni di tab in triangolo, possono fare le review, possono fare un po' di cose, oppure c'è la figura dell'ambassador.L'ambassador è quello che tendenzialmente ha la responsabilità di uno o più capitoli, argomenti, come li vogliamo chiamare, perché in realtà un indice definitivo ancora non c'è, e tendenzialmente si occupa di confermare i contenuti, di approvare appunto le proposte di modifica, di dare determinate decisioni a livello di organizzazione.Tra gli ambassador abbiamo creato quelli che chiamiamo working group.Questi working group sono sei o sette, se non ricordo male, e hanno semplicemente delle responsabilità differenti, chi si occupa della community inteso come kitab, quindi front-facing, rispondere sulle discussion, rispondere alle PR, valutare le issue che vengono tirate fuori.Poi magari c'è l'election, che è quello che si occupa invece della pagina LinkedIn, delle relazioni, quindi di partecipare ad eventi piuttosto che preparare le slide, quello che sia.Insomma, abbiamo dei gruppi che scandiscono le responsabilità, danno a quasi tutti un compito, non è obbligatorio fare parte di un gruppo, ma si dà la possibilità di stabilire dei perimetri e far sì che in quel perimetro si abbia l'ultima parola, mettiamola così.Quindi non c'è qualcuno a capo, io in questo momento sono qui con te a parlarne perché mi hai invitato, ma a tutti gli effetti sarebbe potuto essere qualsiasi altra persona che partecipa al progetto del libro, che avrebbe raccontato le stesse cose nello stesso identico modo.Tanto che una delle prime cose che io ho stabilito è è l'eventuale modo per smattermi fuori nel momento in cui avessi fatto qualcosa che non andava cioè per me basta una votazione e io sono fuori.Su questo voglio fermarmi perché io tempo fa dissi il progetto gitbar ha raggiunto maturità il giorno che io posso sparire e gitbar continua e e noi quel passaggio lo avemmo al secondo anno di Gitbar quando io spari completamente per un lungo periodo e Gitbar venne autogestito dai miei compari di viaggio che abbraccio tantissimo e...e cazzo è una delle cose più difficili da fare perché In fase di bootstrap il progetto "E tu" è spesso un'unica entità.Cioè il progetto sei tu, tu sei il progetto.E liberarti del progetto è come dar via tuo figlio fondamentalmente, o dar via una parte di te.E tu non hai il controllo su quella parte di te.Cioè potrebbe dormire per strada, fare uso di droghe, e tu non puoi essere là a proteggerlo.Ecco, superare questo passaggio psicologico, com'è stato? Beh, fortunatamente non ci sono arrivato, quindi non ho avuto risposta a quella parte di là.Beh, però occhio, mettere o comunque pianificare un modo per essere "espulso", cioè è riconoscere maturità nel progetto? Allora diciamo che dal mio punto di vista è stata un'opzione per non montarmi troppo la testa, ok? Io sono una persona abbastanza egocentrica, tanto che una delle paure che avevo nei confronti di me stesso era appunto non riuscire a fare questa cosa, non riuscire a creare una possibilità perché non facessi più parte di quel progetto, quando ho visto che crescevo, visto che comunque le persone erano interessate, ne parlavano.Dicevo "quella roba l'ho fatta io, no? È mia, appunto, come dici tu, è mio figlio, non posso abbandonarlo".Quindi è stata quasi una sfida contro il mio egocentrismo il fatto di dire "io metto la possibilità, la chiave la do a qualcun altro e mi fido del fatto che questo qualcun altro - che in questo caso sono 38 persone, la usi saggiamente.Se lo farà, allora sarà un modo per me di svegliarmi un attimo, darmi quello schiaffo per dire "forse la potevi gestire diversamente, forse potevi fare le cose in un modo diverso".Quindi più che una maturità in quel senso, è stato più un modo per me per dire perlomeno mi rendo conto se non sto rispettando di standard che le persone mi affidano, che si aspettano da me.Chiaro.E poi c'è da aggiungere un elemento secondo me importante che il grande valore di questo progetto, di questi progetti in genere, è dato dalla community.E la community quanto non possiamo essere egocentrici o prime donne, non ci appartiene.Come mi insegnava il mio amico Gianni, alla fine i progetti sono le persone che li fanno e tu non puoi possederli.Per cui alla fine tu non potrai mai possedere il progetto se il progetto ha a qualcun altro oltre a te.E questo è una cosa che un po' tutti dovremmo comprendere.E tra l'altro è anche una cosa che dona una libertà della Madonna.Perché quando il progetto cresce ci sono un sacco di cose da fare, da gestire, di preoccupazioni che spesso sono veramente troppe, ti sotterrano, ti premono, ti distruggono e avere la libertà di dire "Ehi, sapete che vi dico? Io mi tiro indietro per un po', mi prendo del tempo per me".Il Linus Torvald che va giù di matto e dice "No, aspetta, faccio step back per un periodo mi ripiglio un secondo cerco di rimanere burbero quale sono ma un po' meno e poi torno ma se non puoi farlo? E quindi questa cosa è importante non solo per il progetto ma anche per chi avvia il progetto, perché gli dà quella libertà che poi reclamerà, poi se il progetto ha successo la reclamerà, ma nel contempo però c'è anche la community.Quando si parla di open source c'è tra l'altro un bellissimo libro, un open source book che spiega le dinamiche dell'open source, poi cerco il titolo e ve lo metto nella notte, è un episodio che diceva che uno dei driver principali dell'open source che piaccia o non piaccia è la visibilità.Noi ridiamo tantissimo sul essere pagati invisibilità quando si inizia la carriera, però porca puttana l'open source è esattamente quello.Quando tu stai creando o almeno in molti casi è quello perché poi ci sono altri casi dell'ottimizzazione dei costi per le aziende che sviluppano lo stesso tool e se lo tu...vabbè ok ma stiamo parlando di persone che dedicano il loro tempo libero per fare qualcosa.Tolto il momento gioco che però non ti dà la costanza perché noi possiamo contribuire per gioco ma non faremo mai il maintainer per gioco perché dopo un un po' ci rompiamo le scatole e abbandoniamo il progetto.E allora la visibilità è un altro driver che però ci permette di traghettare il progetto o di essere un reward per il lavoro fatto nel lungo periodo.Quella visibilità è un gettone giolli che può essere facilmente convertito in recruitment più rapido o in dei daily rates più alti se sei un contractor in tante belle cose ma in un progetto così vasto dove ci sono così tante persone e dove quello che ne esce fuori è un libro condiviso.Come si costruisce un modello di governance tale da gestire e non permettere in qualche modo che la ricerca della visibilità diventi poi un arma a doppio taglio per il progetto stesso.Mi chiamo, ci ho messo un quarto d'ora per fare una Ti avrei potuto fare in 12 secondi! È lunga questa domanda ed è difficile la risposta.Diciamo che fortunatamente, ti rispondo non rispondendoti, fortunatamente non abbiamo ancora avuto la necessità di doverci giocare con Jolly.Uno perché la visibilità è arrivata subito, c'è stata un'esplosione incredibile.Io ho cominciato nel 2023, a marzo, la mia esposizione pubblica, diciamo, lontano dalla tastiera e davanti a una videocamera.E io a ottobre ero nello stage di CodeMotion, quello per le community, a presentare insieme ad altri ragazzi l'IPO.È una cosa incredibile.Quel tipo di esplosione che ha avuto il progetto non me la sarei mai aspettato.In conseguenza non abbiamo mai avuto la necessità di giocarci con Jolly.Inoltre posso dire che abbiamo la fortuna di essere persone che, parlo perlomeno per chi ricopre l'orolo di ambassador, perché sono le persone con cui ho a che fare, non dico quotidianamente, ma quasi, sono comunque persone che hanno fortunatamente colto quello che era magari anche un po' inconsapevolmente il mio obiettivo iniziale.Cioè noi abbiamo cominciato questo progetto per scrivere un libro, ma in realtà quello è diventato questo progetto è stata un'altra cosa, cioè quello che è diventato è una dimostrazione che l'open source può anche essere condivisione per il puro piacere di condividere, non ci deve essere una visibilità, non ci deve essere un...adesso si parla molto del fatto che l'open source se paghi quasi più del fare closed.Fortunatamente le persone con cui ho avuto il piacere di collaborare per questo libro l'hanno fatto perché sentivano la necessità di voler condividere qualcosa e quindi la visibilità passava in secondo piano.Non l'abbiamo ricercata, è arrivata fortunatamente, ma non saprei bene come risponderti perché ancora non siamo arrivati a quel punto.Chiaro, chiaro.Io, vabbè, forse mi faccio troppe seghe mentali, però pensare di quando faccio due passi indietro e provo ad articolare un pensiero che insomma con tutti i medicinali devo un po' fare un fog della mente.Se sto vaneggiando vi fate pure riferimento a due episodi fa quando parlavamo di acidi e mi trovo in una situazione simile.No, la prima volta che ho visto, con te voglio essere veramente sincero, la prima volta che ho visto il progetto ho detto questo è un progetto figo che risolve un problema importante, che poi ti spiegherò perché credo importante quello che state facendo.Quando poi ho visto l'esplosione dell'interesse verso il ruolo dell'ambassador, quello che ho pensato è oggi siamo un un po' tutti alla ricerca di visibilità e spesso si è alla ricerca o vedo spesso tante persone alla ricerca di l'ennesimo hapin da porre in una cartuccera.C'è chi prende questi ruoli con estremo ed estrema serietà e si fa un mazzo e io ho tanti amici che lo fanno, ok? Altri invece diciamo è un'ennesima tacchettina da porre che fa rumore nel curriculum.Quindi mi son detto il primo, veramente il primo, la prima cosa difficile per Mike sarà quella di gestire questo tipo di meccanismi.Ecco perché ti ho fatto la domanda sulla sulla gestire la visibilità, sulla fame di visibilità di una potenziale audience.A quel punto mi chiedo, ti sei mai trovato a dover apporre un rifiuto, formalizzare un rifiuto per un contributor o un ambassador.Certo, allora sì, sì e qui secondo me sta la cosa che inconsciamente è diventata un po' la forza del progetto, nel senso che spesso si dice "il progetto è fatto dalla community" però poi magari in realtà chi prende le decisioni sono in 5 o 6.Forse questa mancanza di filtro iniziale e come giustamente dici tu, sicuramente ha portato almeno una delle persone che lavora con noi a pensare di potersi apporre una spilla, perché non sono...cioè saremmo ipocriti se pensassimo che tutte le 40 persone che partecipano al progetto lo fanno per il bene del mondo.Sicuramente c'è quella figura e un po' lo sono anch'io, un po' la ricerca della visibilità, l'ho avuta anch'io quando questa cosa ho visto che stava esplodendo.Però credo che il potere di questa cosa stia sempre comunque nella community.Cioè, quando tu mi chiedi "hai mai dovuto apporre un rifiuto a una proposta di innovazione?", io ti rispondo "io no, eppure due persone non sono diventate ambassador del progetto".Perché il punto focale è sempre stato quello, cioè se bisogna prendere una decisione che riguarda il proseguire del progetto è chi fa parte del progetto e chi tiene al progetto a dover dare una risposta a quella domanda.Tanto è che tutte queste 40 persone sono entrate perché hanno ricevuto dei voti da parte della community che era interessata al progetto.Sicuramente ci sono state delle persone che hanno ricevuto tanti voti perché hanno una community molto polarizzata nei loro confronti e di conseguenza era difficile avere un'opposizione, esattamente come il contrario.Sai bene che polarizzare non è necessariamente una cosa positiva, perché se lo fai in un certo modo ti riaddossa tanti di quegli hater che la metà bastano.Ed è quello che in realtà è successo.Abbiamo visto un caso di una persona che ha ricevuto una quantità di voti esorbitante, parliamo tipo di 70-80, che comunque per una discussion su GitHub di un progettino che stanno facendo è veramente tanto, che però non ha superato...cioè i voti negativi hanno superato quelli positivi.Di conseguenza per quella che era la nostra regola del momento non è stata approvata questa persona.Io personalmente l'avrei fatta entrare nel progetto, in quel momento sì, ho avuto anche la possibilità di conoscere questa persona dopo e non mi ha mai dato l'impressione di poter essere una persona da tenere lontana dal progetto.Però la community ha deciso il posto mio.E questo, ritornando al discorso di prima, da un'enorme libertà.Cioè, prima parlavamo di abbandonare il progetto, ma in realtà secondo me la cosa importante è abbandonare le responsabilità.Perché sono nati di working group? Perché io ho chiesto una mano a quelle persone e ho detto "ragazzi, qui siamo in 40, ma comunque io ho quattro ore al giorno, ce le devo mettere, oltre a quello che faccio già di lavoro, oltre a mio figlio, oltre a mia moglie, c'ho anche queste quattro ore da dover impiegare il progetto perché ci sono le guideline da tirar fuori, ci sono le discussion da cui dare un'occhiata, ci sono le persone a cui rispondere, c'è chi mi scrive su LinkedIn, chi mi chiama per chiedermi informazioni.Datemi una mano, cioè tiriamo fuori qualcosa.Questo è il video che ha avuto, cerchiamo un attimo di riformularla e anche in quel caso la community ha aiutato.In quel caso, parlandolo di working group, in realtà la decisione è stata presa dagli ambassador, perché erano ambassador per ambassador che dovevano decidere come gestirsi il lavoro, quindi non avrebbe avuto senso chiedere a una non partecipante in quell'aspetto.Però sono state autonomie anche in quello e quello mi ha dato una libertà che non...cioè che mi serviva in quel momento perché stava diventando veramente difficile portare avanti le cose perché la passione poi doveva interfacciarsi con il tempo che impiegavo in questa cosa ed era veramente nuovo.Hai perfettamente risposto alla mia domanda e mi hai fatto venire in mente un'altra domanda.Scusami se ti faccio le domande, stronze, sapi che non erano assolutamente preparate come...beh puoi vedere sono frutto medicinali che sto prendendo.No, però mentre dicevi le tue ultime parole ricorreva nella mia testa la scimmietta che ripeteva "sì vabbè ma ci sono un sacco di repo che ci hanno il dittatore benevolo che deve tirare le fila" e mentre tu parlavi io c'avevo un altro thread che mi diceva "Sì ma perché alcuni progetti hanno bisogno di un dittatore benevolo e altri non l'hanno bisogno?" e la risposta rapida, tutto questo è successo tipo in sette secondi, la risposta rapida è stata "Probabilmente perché alcuni progetti hanno bisogno di una schiena dritta che decida il fil rouge.In un attimo ho avuto il flash di, adesso non mi ricordo qual è, politico che mi diceva "Democrazia sì sì, bella roba, ma noi dobbiamo fare le cose".Ho fatto un calderone di tanti flash, ma è un po' come funziona il mio cervello, è un po' come nascono le puntate di Gitbar.Quindi ti chiedo quanto in un contesto così orizzontale e così democratico sia facile costruire un prodotto che abbia nelle sue varie entità un fil rouge che non è solo forma della community che lo fa ma ha anche identità di prodotto in quanto tale cioè come fai a tirar su come fate a tirar su un libro con la schiena dritta se il potere decisionale è così orizzontalmente distribuito? Allora secondo me c'è una divisione importante da fare tra quella che è la direzione e il potere di prendere decisioni.Nel senso, facciamo un numero tondo, siamo 40 persone, ok? Più una ventina, trentina che nell'arco del tempo ha contribuito con noi al progetto.Se vogliamo allargare ancora il numero siamo quasi a 300 star su GitHub, anzi, gratuitateci a raggiungerla, così un po' di visibilità ce la facciamo, un po' di vanity metric ce la facciamo anche noi.Secondo me ci sono due cose da distinguere che sono molto importanti.Appunto le persone che prendono delle decisioni le prendono perché sono in generale, per quanto possibile, d'accordo con la filosofia del progetto e questo aiuta moltissimo.Diciamo che io non sono in una situazione di dittatore benevolo, ma è normale che le persone che stanno contribuendo al progetto l'hanno fatto perché inizialmente hanno creduto che io potessi essere la persona giusta perlomeno a cominciarlo, a tirare le prime fila, a prendere le prime decisioni.E questo sicuramente aiuta molto, perché una persona che non è d'accordo con le mie idee, come Michael che si espone su LinkedIn, e qui ritorniamo al punto iniziale, cioè per me è sempre stata l'onestà su LinkedIn la cosa principale, se non sei d'accordo con quello che è il personaggio, ma come dico, in seguenza la persona, non ti proporrai mai come ambassador, non cercherai mai di far parte, di contribuire a quel progetto, perché sai già che ti scontrerai necessariamente con una community di persone che, volente o nolente, sarà più orientata verso quella filosofia.Di conseguenza questo aiuta molto, perché noi sì, siamo 40 persone che prendono determinate decisioni, siamo una community di 70, 80, 300, o quello che sia, ma sono comunque persone che derivano o direttamente da post che io ho scritto, o da conoscenze che io ho fatto nell'arco di conferenze e amicizie, piuttosto che passaparola di persone che comunque condividevano la mia filosofia.Questo secondo me aiuta molto, e la natura stessa del progetto aiuta, perché questo non è un framework HTTP open source in cui ognuno può avere il proprio paradigma preferito, può andare di Reactive piuttosto che ti fanno.Qua stiamo parlando di un libro che avresti voluto leggere quando hai cominciato questo lavoro.Di conseguenza cercherai di trasmettere la tua expertise, e qui c'è un'altra nota importante, con il tuo modo di comunicare all'interno del capitolo, dell'argomento che hai deciso.E questa è una cosa importante, cioè se tu ora vai a leggere quello che c'è sul repository, c'è il link di Deploy delle GitHub Pages, quindi si può leggere in tempo reale quello che c'è sul libro.L'introduzione è stata scritta di mio pugno, in una maniera molto personale e quasi di introduzione a una storia filosofica, poetica.Poi magari vai sul capitolo dell'architettura e software e invece quello è più tecnico, più dettagliato, più suddiviso.C'è anche una tabellina con determinate definizioni.Cosa significa essere un dev? Che invece è stato fatto da Simone, un altro degli ambassadori, scritto in una maniera totalmente diversa.È quasi una prosa.E quindi questa è una cosa importante.Cioè, il libro ha la schiena dritta nel senso che sappiamo qual è l'obiettivo, ma la forma che assumerà non la conosciamo.Anche perché ad oggi, diciamo che abbiamo cominciato a stendere i contenuti verso novembre, perché una volta che siamo entrati, abbiamo parlato, abbiamo discusso di come organizzare un po' le cose, alla fine siamo partiti a novembre.Abbiamo chiuso l'anno con quattro capitoli, un'introduzione e tre capitoli di contenuto.Ne abbiamo all'incirca dieci in stesura.Se tu vai a leggere quelle che sono le PR, che sono lì, sono PR o in draft o open in base allo stato in cui si trovano, il modo di spiegare quell'argomento, il modo di parlare di quella cosa è totalmente diverso per ogni persona che ne sta scrivendo uno.Anche la stessa persona, io stesso ho scritto il capitolo sul testing e quello sull'architettura e software.Ho scritto in realtà il termine sbagliato perché l'abbiamo scritto in 18, però ho cominciato a scrivere e ho dato un po' l'impronta a quei due capitoli e sono capitoli scritti in una maniera totalmente diversa.E quella è la cosa importante, cioè il libro non deve essere un libro che venderà 50 milioni di copie, ok? Non dovrà essere il manuale del Deb, che chiunque dovrà necessariamente leggere, ma sarà il manuale che avrai la possibilità di leggere, sapendo che non starai leggendo un manuale scritto da tre professionisti che si sono messi d'accordo, hanno detto la loro sui primi argomenti, ma 40, 50, 70, 300 persone, ognuna con il proprio carattere.Ok, è un po' la particolarità di questo libro.Quindi diciamo è un po' un viaggio all'interno dei registri.Non è bello davvero fare una piccola nota su ogni capitolo che racconta il registro del capitolo.Ci abbiamo pensato a come dare un po' più di anima a queste cose.Non sappiamo magari se inserire le persone che hanno partecipato, piuttosto che magari delle note a pie pagina del perché determinate cose sono state affrontate in un certo modo.Non lo so, anche in quel caso è tutto aperto, cioè si può aprire una issue o scrivere sulle idee delle discussion e tirare fuori la propria perché no? Si volevo farti a quel punto un'altra domanda le community non sono uno strumento che ha infinita energia in autonomia ok? Hanno necessità di essere costantemente animate, triggerate, stimolate, chiamiamolo come vuoi, ma ci deve essere una o più figure che facciano da accendimiccia, perché poi la potenza devastante della community in termini di produzione diventa grande, però c'è sempre un lavoro costante del fiammiferaio che va ad accendere ogni luce, poi le strade pullulano di gente perché le strade sono illuminate, però quel lavoro va fatto.Da quel punto di vista, come gestite il lavoro di stimolo della community? Se lo gestite, non è detto che è un progetto abbastanza giovane, quindi c'è ancora tanto carico.Esatto, allora diciamo che in questo momento stiamo facendo sì che siano un po' più di fatti a parlare, nel senso che appunto, come ti dicevo, l'esplosione è stata veramente importante.Io ho avuto la possibilità di farla vedere a un paio di eventi, insomma tutti ne hanno sentito parlare, però giustamente tanti si sono un po' sentiti disorientati dal fatto di entrare nel repository e dire "qua non c'è niente", perché se riferimi comunque a quello che è la cartellina non c'è nulla.Ripeto, a dicembre abbiamo fatto uscire tre capitoli, fra fine novembre e dicembre abbiamo fatto uscire tre capitoli su quattro praticamente.La cosa che stiamo facendo adesso è cominciare a tirar fuori i primi contenuti e valutare la reazione.Quindi abbiamo tantissime persone che ancora devono cominciare a scrivere i loro contenuti, infatti molti scrivono dicendo "scusate se fino ad ora non ho potuto, ma fino a metà gennaio ho fatto 35 conferenze, quindi non avevo fisicamente tempo per poter fare determinate cose.A gennaio scriverò un pezzo del mio capitolo, a febbraio scriverò un pezzo del mio capitolo.Il fatto di essere una quarantina sicuramente aiuta da quel punto di vista, perché anche se il primo slot di persone conclude la propria scrittura o comunque che diciamo arriva in una fase definitiva di quella che la propria parte, qualcun altro comincerà e di conseguenza manterrà questo spirito di movimento.Diciamo che ora siamo ancora nella fase in cui, anche se personalmente mi piacerebbe vedere una spinta da parte della community, capisco che sia ancora una fase molto embrionale, perché stiamo parlando di un libro che potenzialmente avrà una quarantina di capitoli, perché più o meno l'idea era quella che ogni ambassador si occupasse di uno, quindi fatti male i conti sono 40 capitoli, ora ne abbiamo 4, quindi a tutti gli effetti siamo a un decimo di quella che era la stesura.Diciamo che già quando arriveremo a un quarto, a metà o quello che sia, cominceremo ad aspettarci, diciamo, dalla community perlomeno un feedback di qualche tipo.In questo momento è molto buono perché chi ha letto le pagine ha ringraziato i produttori, i contenuti sono piaciuti.In questo momento siamo ancora un po' freddi sulla parte dei contributi esterni, ma in realtà è più che plausibile, perché se quelle 40 persone diciamo che ci hanno messo la faccia, ad ora hanno scritto, passami il termine, solo 4 capitoli, allora vuol dire che siamo ancora in una fase veramente iniziale e forse non è il momento giusto per quella persona di contribuire.Magari contribuirebbe con delle correzioni, delle aggiunte, per esempio abbiamo ricevuto una proposta di modifica al capitolo del testing che è uscito qualche settimana fa e ho chiesto a Mario, mi sembra che fosse il ragazzo che abbiamo fatto la proposta, di iscrivermi su LinkedIn per discutere insieme di quelle che sono le modifiche che vorrebbe apportare.È più plausibile per una community, come anche in un progetto open source, è più plausibile per un membro della community contribuire con un suggerimento, una modifica di qualcosa di già presente, piuttosto che ricreare qualcosa da zero.È più complicato, è diverso il tipo di impatto che puoi avere in quella cosa e il tipo di impegno che ti richieda quella cosa.Non potrei chiedere a un estraneo del progetto di scrivere un capitolo.Farei veramente fatica, come giusto che sia, a convincerlo a fare una cosa del genere.Quello che però posso convincere te a fare è dire "leggi il mio capitolo sul testing, dimmi cosa ne pensi e proponimi magari qualche approfondimento sul black box texting perché magari io so che tu come Mauro ne sai di più perché l'hai affrontato in determinati progetti perché ci conosciamo e lo sai, proponimi qualcosa.Io non testo, deploy in futuro.Però lo puoi fare e quello è più facile.Correggere un typo o migliorare una definizione è molto più facile, è molto più difficile arrivare a una community e dire "sai che c'è adesso scrivimi un capitolo e poi ti dico se mi piace".È più difficile.Questa è la sfida che abbiamo con Ambassador.Prevede un forte up front importante.Sì, sì, chiaro.Oh, guardavo l'orologio, siamo già un'ora e dieci praticamente di restazione.È arrivato il momento di ringraziare chi ci supporta che finalmente siamo riusciti farà per l'applicazione, abbiamo un primo messaggio in realtà questo messaggio è arrivato il 21 dicembre quindi non ricordo se l'ho letto nella precedente puntata ma ho il piacere di rileggere in quel caso da olexandrbazenov che ci dona quattro birre e ci scrive non lo so raga compratevi qualcosa di carino spero che non sarete schifosamente sobri come bender la citazione a futurama è più che apprezzata.Oltre ad Olexandr abbiamo anche Brian Azzori che ci offre anche lui una birra, questa volta senza messaggio.Brian, potevi lasciarcelo un bel messaggio, così l'avremmo letto in punta.Va beh, alla prossima.Io in questo caso alzo il mio calice vuoto, perché dopo le pastiglie insomma non è che si può fare granché, anzi facciamo così, riempiamolo di acqua.Alziamo il calice a Brian e a Olexandr e cin cin.Tra l'altro io saluto Brian perché è uno dei nostri, è uno degli ambassador del progetto.Ah cool non lo sapevo, Fantastico.Io direi che a questo punto possiamo fare direttamente un salto nel momento tipico e topico del nostro episodio, è il momento in cui sia i nostri guest che i nostri host condividono con noi un libro, un talk, un qualunque cosa abbia catturato la loro attenzione e abbiano il piacere di condividerlo con la nostra community.Ti conduco nel paese dei balocchi! Ah, il paese dei balocchi! Quindi ti chiedo Mike, hai qualcosa da condividere con noi? Sì, io sono nerd fino al midullo, quindi in realtà propongo due letture.Una è una lettura che ho fatto qualche qualche mese fa, molto interessante, molto illuminante, di un libro che si chiama "Building Data Intensive Applications", se non erro è Martin Klebman l'autore.E' un libro che mi ha rimasto veramente impresso per la semplicità in cui spiega dei concetti veramente tremendamente complicati.Il secondo in realtà può essere visto in varie forme ed è il libro "Software Architects Elevator" di Gregor Hoppe, che può essere registrato in mille salse perché Gregor sono dieci anni che praticamente calca ogni palcoscenico del mondo a parlare di questa cosa e secondo me è molto importante non da un punto di vista di software architect perché non necessariamente dobbiamo essere architetti ma perché ognuno di noi nel lavoro che fa come sviluppatore secondo me dovrebbe imparare a comprendere come funziona questo palazzo, come si può prendere l'ascensore, salire, scendere e da lì prendere delle decisioni.Sì, hai detto una cosa di un'importanza secondo me fondamentale, cioè il comprendere dove siamo ci permette da sviluppatori spesso si è focalizzati sul micro e si crede che il micro sia il nostro mondo e spesso si diventa poderosamente opinionati partendo dal micro.Quando ci confrontiamo con figure differenti e siamo solo engineer per qualunque livello noi siamo, no? Siamo pronti a immolarci per la nostra idea ma cazzo l'idea si basa su quelle 70 righe di codice sulla tua opinione si basa su quelle 70 cazzo di righe di codice il mondo il software è molto di più e allora avere chiaro oltre a Deep c'è anche una profondità, un'ampiezza, aiuta anche a confrontarsi con gli altri membri del team.Ed è fondamentale, facevo proprio una riflessione questi giorni sul ruolo dell'architect e su come ogni developer debba essere imparzialmente un architect, o comunque debba avere un minimo di sensibilità.Sì, quella filosofia ci deve essere.Dovremmo capire che esista e quindi quello che hai detto mi ha gasato tantissimo, sappilo, perché ricalcava perfettamente una riflessione che stavo facendo proprio in questi giorni.Io invece non ho una roba così profonda da condividere con la community o almeno ho una roba che potrebbe sembrare meno profonda in realtà potrebbe aprire delle profonde discussioni e perché no potremmo prenderle potremmo prenderle molto presto.Proprio oggi prima sullo slack di lavoro e poi all'interno del gruppo telegram ho visto che è stato condiviso, adesso se lo trovo, un TikTok di una ragazza che ha ripreso il suo layoff da Cloudflare se non ricordo male.E siccome abbiamo con noi un ex terrore dei recruiter, perché non condividere diciamo lo step 2? Tu sei tipo la gemmazione e poi c'è la parte terminale.In realtà quel TikTok può essere vero o meno poco importa.perché io la prima cosa che faccio è mettere in discussione tutto, sono il relativista della famiglia, però può essere vero o meno, poco importa.Quello che importa è che comunque il lavoro che facciamo e le interazioni che facciamo spesso hanno un impatto molto importante sul nostro lato psicologico.Per cui colgo proprio come scusa il video sulla quale appunto ci commenteremo presto per dire che il mio balocco non è un balocco ma è un pensiero è quello di prendersi cura un po' di noi stessi e della salute di quella cosa grigiastra che trasmette connessioni elettriche, fa robe fuori dal nostro controllo spesso o almeno fuori dal mio.Detto questo noi siamo arrivati alla fine della puntata.Com'è andata Mike? Com'è? Ti è sopravvissuto? Perdonami se ti ho fatto una sfilza di domande bastarde ma Gitbar e quest, no? No, ci stavano.Sono domande importanti come ci siamo detti, non ce ne andiamo via con più domande che risposte, però sono domande interessanti.Assolutamente sì.Oltre naturalmente alle domande cattive, io voglio lasciarti con gli auguri e gli in bocca al lupo per questo progetto a te a tutta la squadra dei 40 fuochi che alimentano questa impresa, impresa che per me ha o almeno rischia di avere un grande valore etico.Al di là della governance di cui abbiamo parlato ampiamente oggi ed era diciamo l'argomento che più mi interessavano, come gestire queste cose, sono le cose che più mi incuriosivano.In realtà quello che state facendo può assumere un ruolo importante.Spesso nel gruppo si è parlato di Bootcamp qua, Bootcamp là, cosa faccio e in realtà tutte le critiche bootcamp ci stanno però quello che in realtà difficilmente si dà è l'alternativa.L'alternativa io spesso davo i corsi introduttivi di Stanford o delle MIT, adesso non ricordo, i CS101 giusto per quando uno mi diceva voglio imparare a programmare che faccio? faccio un bootcamp o che faccio? Io ho sempre detto a tutte le persone che ho incrociato per strada bootcamp, cioè per fatti sia 01 o 02 adesso non ricordo come si chiama però è praticamente il corso introduttivo a software engineering, fondamentalmente, computer science, Harvard, esatto, che è un corso introduttivo di computer science che nessuno...sono concetti che raramente nei bootcamp toccano, ma che sono gli elementi fondamentali per poi iniziare a programmare, a fare qualunque cosa, anche plug-in per WordPress, poco importa.Ecco, avere un qualcosa in italiano che accompagni la crescita della carriera.Da quel punto di vista è una sfida enorme, gigantesca.Lo so, lo so bene.Però è un'opportunità, è l'opportunità di lasciare un'impronta nell'industria e creare qualcosa che si evolva nel tempo e che non abbia una data di scadenza o di stampa, lui è ancora portata.Quindi per questo avete la mia stima e i miei più grandi in bocca al lupo.Grazie.Detto questo io ringrazio di nuovo Mike e vi do appuntamento alla prossima puntata che sarà giovedì prossimo come d'abitudine.Niente, dai, detto questo vi ricordo di metterci like nel nostro canale youtube mi raccomando fatelo che anche a me piacciono le vanity metrics e siamo piccolini piccolini la sul nostro canale youtube cliccare il campanaccio che altro appuntamento la prossima settimana ciao e grazie di nuovo mike ciao ciao siamo noi che nonostante il deploy fallito la sia i rossa il business si è incazzato, ci troviamo al github e davanti a una birra tutto ci sembra un po' meno grave.[Musica]