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Ep.173 - Sviluppatori o ingegneri con Gabriele Lana

Episodio 173

Ep.173 - Sviluppatori o ingegneri con Gabriele Lana

Questa settimana con Gabriele Lana abbiamo parlato della professione dello sviluppatore, insidie e benefici.## Il nuovo store di gitbar- https://www.spreadshirt.it/shop/design/videoterminalista+metalmeccanico+maglietta+uomo-D60dd75d8a30ff14b5e9bfbe1?sellable=5aaY1v4we3SeYEOlVXmx-6-7## Supportaci suh...

12 ottobre 202301:41:17
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Ep.173 - Sviluppatori o ingegneri con Gabriele Lana

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Note dell'Episodio

Questa settimana con Gabriele Lana abbiamo parlato della professione dello sviluppatore, insidie e benefici.## Il nuovo store di gitbar- https://www.spreadshirt.it/shop/design/videoterminalista+metalmeccanico+maglietta+uomo-D60dd75d8a30ff14b5e9bfbe1?sellable=5aaY1v4we3SeYEOlVXmx-6-7## Supportaci suhttps://www.gitbar.it/support## Dobbiamo ringraziare - Daniele Campogiani- Livio Francisconi 🍻- Giovanni Orciuol🍻## Paese dei balocchi- https://www.socrates-conference.de/home- https://amzn.to/46pVIrN- https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Brandolini#:~:text=La%20legge%20di%20Brandolini%20%C3%A8,di%20%22bullshit%20asymmetry%20principle%22.- https://amzn.to/3LYbzpm- https://www.sfscon.it/speakers/- https://hacktoberfest.com/participation/- https://tauri.app/## Link amazon affiliatohttps://amzn.to/3XDznm1## Per favore ascoltaci usando una di queste app:https://podcastindex.org/apps## Contatti@brainrepo su twitter o via mail a https://gitbar.it.## CreditiLe sigle sono state prodotte da MondoComputazionaleLe musiche da Blan Kytt - RSPNSweet Lullaby by Agnese ValmaggiaMonkeys Spinning Monkeys by Kevin MacLeod

Descrizione

In questa puntata ospitiamo Gabriele Lana, decano dello sviluppo software, software craftsman e discepolo del Clean Code. Parliamo di artigianato digitale, passione vs professionalità, e del perché non dovremmo mai vendere la nostra passione al business. Scopriamo che impariamo a programmare andando a bottega come gli artigiani medievali, che il fanboyismo è roba da junior, e che il programmatore dovrebbe essere considerato come uno scrittore e non come un operaio. Nel mezzo emergono riflessioni profonde sul ruolo del senior, sulla responsabilità etica del codice che scriviamo, e sul fatto che magari non siamo ingegneri ma nemmeno muratori strapagati.

Takeaway

  • Impariamo a programmare guardando gli altri programmare, non solo leggendo libri: il 90% del lavoro lo fa lo studente, ma serve andare a bottega da qualcuno più esperto per vedere il percorso mentale dietro le scelte tecniche.
  • Mai vendere la propria passione all'azienda: programmi perché ti pagano uno stipendio, non perché ti piace. Vendere la passione abbassa il rispetto che il business ha nei tuoi confronti e rischi burnout quando non ti senti ripagato.
  • La formazione è responsabilità tua, non dell'azienda: pensa alla tua carriera come un libero professionista. Se l'azienda non investe su di te, negozia o cambia, ma non smettere mai di formarti.
  • Il senior non è chi ha 10 anni di esperienza, ma chi ha autonomia, ownership, soft skill per parlare con tutti (tecnici e non), e capacità di valutare strumenti senza fanboyismo.
  • Quando raggiungi un plateau formativo, rompi qualcosa: passa dalla programmazione a oggetti a quella funzionale, da Python a un linguaggio compilato. È la cross pollinazione che ti fa crescere, non diventare il ninja di un paradigma.

Bold Opinion

  • Il nostro ruolo non è riconosciuto strategicamente: in molte aziende i programmatori sono commodity, operai di basso livello. Non puoi attribuire responsabilità formale a chi è considerato l'ultima ruota del carro.
  • Gli scrittori hanno più dignità professionale dei programmatori: nella casa editrice lo scrittore di successo sta sopra, da noi il project manager sta sopra il programmatore. Il PM dovrebbe essere un facilitatore, non il tuo capo.
  • Per i programmatori non ci sarà mai un problema di lavoro: vi immaginate un futuro con meno roba programmata? No. Aumenterà il mercato, non è questione di volontà ma di attitudine. Non tutti possono fare questo lavoro.
  • Siamo artigiani, non ingegneri (ancora): non abbiamo responsabilità formale, albi professionali, o paletti strutturati sulla qualità. Arriveranno dall'alto se non ce li diamo noi, e sarà un momento duro.

Trascrizione

Siamo noi che nonostante il deploy fallito, la CIA rossa, il business incazzato, ci troviamo al GITBAR e davanti a una guerra tutto ci sembra un po' meno grave.Bene e benvenuti su GITBAR, nuova settimana e nuovo episodio qua nel nostro bar per gli sviluppatori anche in video, anche su youtube.Io mi sento molto come quello speaker di RDS o RTL102.5 nel bar, no? Che parla mentre gli altri sbevazzano.Un po' questo è il nostro ruolo oggi.Dico nostro perché non sono solo, ho con me altri due baristi d'eccezione.Ho con me Luca e Andrea.Ciao ragazzi, come va? Dai, è benissimo.Ciao a tutti.Ciao a tutti, Dere.Ma tra l'altro la nuova sigla è fighissima, con tutte le volte che sento chi ha scritto questa merda "Ah, io ieri" è un eco che ogni giorno mi viene Beh anche il pezzo "Due peste, flacchi pure, spigne in botto" Ah, io nemmeno quel due, guarda ahimè è l'amara e triste realtà.La nostra sigla è un po' sai il come si dice l'analisi di coscienza il flusso di coscienza è una sorta di retrospettiva sulla sulla sulla nostra vita voi avete già sentito una voce ma ancora non lo potete vedere perché abbiamo un un ospite ma prima di presentarvelo perché oggi davvero abbiamo tantissime boldi opinion prima di presentarvelo ragazzi dobbiamo ricordare i nostri contatti info@gitbar.it @brainrepo su twitter e ovviamente il nostro gruppo telegram scusami andrea vai.Io ti davo il gancio, ti dicevo che gruppo? Non ha funzionato ma va benissimo così.In realtà ragazzi abbiamo un altro canale se non l'avete fatto iscrivetevi e cliccate sul campanaccio è il nostro canale youtube l'unico canale che al posto di avere il campanaccio, la campanella e il campanaccio, questi sono piccoli dettagli in realtà.Fesseria a parte io credo sia arrivato il momento di presentare il nostro ospite.Ma perché di cosa parliamo stasera? Perché passavo, ho detto fammi andare al mio bar preferito a fare una birra e mi trovo qui con voi due.Chi è l'ospite di stasera? Di che si parla? Oggi abbiamo con noi Gabriele Lana.Io ti definisco così, sei un decano dello sviluppo software.Allora mi fa piacere, giovane decano.C'è quell'aspetto negativo sull'età però, L'età specie per quanto ti riguarda è diciamo un timbro, una certificazione di esperienza sul campo.Me la porto a casa così.In realtà sei ormai un, oltre che uno sviluppatore, sei un osservatore dell'ecosistema dello sviluppo software da tanti anni, sei un technical trainer, sei community organizer di tantissime community a partire da quella di Elixir Milano, Rust Meetup Milano, founder di Open Source Saturday Milano...ma quante cose fai? No, beh, le hai citato tu, cioè c'è stato tanto tempo per farle, quindi ho avuto un po' di tempo per organizzarmi e poi, un po' come come voi, come abbiamo detto prima, io in realtà organizzo le cose alle quali voglio partecipare, quindi è questo il mio segreto.Quindi faccio le cose che mi piacciono e organizzo i gruppi intorno agli argomenti di cui voglio parlare e lo faccio in prima persona.Non mai sono rodato, nel senso che sono a sbattimento veramente zero, cioè le cose che organizzo sono semi automatiche quindi riesco a tenermi in piedi anche più di una contemporaneamente.Figo e secondo me uno degli strumenti che utilizzi per organizzare è dietro di te.Sappi che il tuo muro dietro è la mia più grande invidia.Per gli ascoltatori solo podcast che non ci stessero ascoltando e che non ci stessero vedendo dovete sapere che dietro Gabriele c'è questa parete enorme, lucida, quindi ci si può scrivere con il pennarello ed è tipo uno dei miei sogni bagnati.E' la parete lavagna, infatti crisi di mezza età, molti persone la risolvono in altre maniere, io mi sono fatto la parete lavagna.Anche per me era il mio sogno del cassetto, alla fine quando ho cambiato casa sono venuto qua ho detto no no assolutamente devo avere la parete lavagna devo aprire la parete lavagna.Guarda parli con uno che nell'ufficio giù in Sardegna va a sei metri quadri di lavagna sul muro.Sì, sì, fondamentale.Tutto artigianale, avevo comprato qui i pannelli, non so se avete presente quei pannelli che usano per fare gli infissi che sono lucidi che ci si può cancellare.Ecco io mi ero fatto tutte le pareti dell'ufficio con questi pannelli che coprivano tutto, una figata pazzesca, cosa che qua in questa casa non posso fare, ahimè ci soffro, ma a parte la lavagna di Gabriele voglio passare un attimo per il tuo LinkedIn dove leggo nella, come si dice nel ruolo, nella descrizione, esatto, sì nella bio, nel payoff.Software Craftman è Clean Code, discepolo del Clean Code.Perchè artigiano del software intanto? Ma perché nel tempo, cioè ci sono tante diciture, poi noi sappiamo i nomi nel nostro campo lasciamo perdere, cioè tra overloading di termini, clashing di termini, eccetera, i programmatori vengono chiamati in tantissime maniere.Diciamo che questa secondo me si adattava un po' di più a quello che era il mio mood, cioè di come concepisco io la programmazione a metà, cioè una disciplina che ha molto tecnico, ha molto del tecnico, ma anche una componente di creatività che non può essere ignorata.E quindi, qual è quella cosa che mischia entrambe le componenti? L'artigianato in più, c'è anche la componente della...come impariamo a sviluppare software? Io sono uno di quelli, a parte...parto subito con le bold opinion, secondo me noi non sappiamo come si insegna a programmare, cioè non c'è un percorso chiaro e distinto su come fare a insegnare a una persona che non sa niente a programmare.La maggior parte, e lo dico da trainer, però mi sto uccidendo da solo, però secondo me è vero, il 90% del lavoro lo fa lo studente.Il 10% del trainer è quello di risolvere magari alcuni dubbi e instillare la voglia di approfondire determinati discorsi, determinati concetti, determinate cose.Poi il resto lo fa lo studente.Cioè un percorso mentale che devi fare da solo, e/o lo facciamo per imparare a programmare guardando gli altri che programmano o programmando insieme.Questa è un'altra grossa componente dell'artigianato.Cioè tu vai a bottega a imparare a programmare.Cioè qua è difficile, impari determinati nozionismi tecnici sui libri, è come se non puoi imparare a programmare leggendo il libro e basta.Poi ti devi mettere a programmare.Programmando con qualcuno che ha più esperienza di te, impari ancora più velocemente perché capisci come devono essere fatte le cose, come evitare determinati errori, soprattutto se sei un po' curioso e fai un po' domande."Come mai hai fatto questa cosa invece di fare quell'altra?" Cioè, cerchi di capire il percorso mentale.Io tra l'altro sono un voyeur, mi piace tantissimo vedere le persone programmare.Infatti guardo diversi streamer programmare, eccetera eccetera.Questa è un'altra componente dell'artigianato e per questo l'ho buttata lì Artigiano del Soft.- Ho dell'horror forse - No, no, però secondo me piace molto, cioè ha del fondamento come cosa com'è.Ad esempio per imparare, diciamo, la persona che non ha la fortuna di avere qualcun altro accanto, cosa fa? Va dove sta il codice, va, che ne so, su GitHub, si va a spulciare i sorgenti delle librerie maggiormente mantenute, scovando i pattern e imparando da quello che hanno prodotto gli altri.Quindi si fa così, questo problema si risolve colà.Indubbiamente poi è un metodo di apprendimento propriamente un po' più ostico, ci vuole un po' più di ingegno rispetto ad avere qualcuno a fianco che magari te lo spiega pure oppure ti indica già.L'ottimale è perché tu vedi uno snapshot nel tempo, cioè è molto statico leggere il codice, cercare di capire l'intento di "The Legacy", il codice di merda che ho scritto ieri.Cioè, che non sai mai perché una persona in realtà ha scritto quel codice esattamente in quella maniera lì.Infatti sono uno di quelli che scrive i commenti nel proprio codice spiegando a me stesso potenzialmente del futuro perché stavo facendo una cosa, quella cosa lì in particolare, in quel modo lì, quando mi rendo conto che sto scrivendo qualcosa che è difficilmente intellegibile direttamente, cioè la ragione che sta dietro, non tanto cosa fa, ma la ragione del perché è fatta in una determinata maniera.Poter scrivere codici insieme è un ottimo modo per sicuramente migliorare la capacità di apprendimento delle persone.Senza dubbio.Prima hai fatto un passaggio sull'artigianalità del nostro potenziale approccio.Su questo però ci voglio tornare verso la fine, quando saremo belli esausti perché ho una domanda pesante da farti.Hai anche nella dicitura però di "Scepolo del clean code", ma questo vuol dire che vai adorante ai piedi di Uncle Bob o cosa? Poverino lo zio Bob che negli ultimi anni me l'hanno trattato malissimissimo, pover uomo, nella sua Libertyville a Chicago che te lo immagini con la doppietta sotto il cuscino che aspetta che qualcuno oltrepassi la sua staccionata.La demenza senile arriva per tutti insomma.Sì, secondo me a un certo punto bisognerebbe ritirarsi, però gli riconosco comunque un grande coraggio, devo dire la verità.Soprattutto non so se avete visto la serie di video che ha fatto con Mancuso sul TDD.Praticamente lui e Sandro Mancuso, un'altra persona diciamo prominente nella sfera del software craftsmanship, si sono messi insieme, dato un problema, l'hanno affrontato un problema progettino, una specie di Twitter se non mi ricordo male, cioè un clone di Twitter.Uno l'ha approcciato con una determinata scuola di TDD, Mancuso, scuola londinese, con test basati sui mock, con un certo workflow, e lui, Chicago School, la sua, ovviamente, Flex, se l'è portata.Secondo me ha fatto una figura veramente barbina in confronto a Mancuso, l'ha sdraiato, cioè nel senso...ha fatto delle cose, ha fatto degli strafalcioni, cioè quello che ha scritto nel clean code non l'ha fatto durante quel esercizio.Però bisogna riconoscergli un grande coraggio perché è un uomo che a una certa età si è messo lì e scrive codice davanti gli altri senza nessuna "pudicizia", cioè per lo meno non ha quell'aria di altezzosità che può avere un Fowler, per esempio, o altri personaggi di quella caratura.Lui è ancora "down to the earth", cioè è ancora uno che si mette lì, scrive codice e va avanti.Detto questo, il mio clean code non è esattamente il suo clean code, ma è proprio il termine clean code, cioè la mia discepolo del Clean Code, cioè colui che sta compiendo un viaggio alla ricerca del codice pulito, anche della definizione del codice pulito, perché tutti sono in disaccordo su che cosa vuol dire in realtà Clean Code.C'è anche nel libro di Uncle Bob, dove all'inizio tutti danno la propria definizione di Clean Code e ognuno tocca degli aspetti diversi, cioè non c'è reale...non ci siamo ancora messi d'accordo su che cosa vuol dire Clean e questo probabilmente sulla domanda che mi farai alla fine ci avrà a che fare.E quindi così, sì, sono 25 anni che cerco di scrivere codice pulito e non ci sono ancora riuscito.LM: perché il percorso del Jedi è bello lungo e ostico nel senso di raggiungere.Ma può anche essere una semplice utopia? Nel senso che noi andiamo a diventare...È un qualcosa che non raggiungerai mai giustamente, correttamente, perché come tutte le cose degne di questo nome non hanno un assoluto e quindi, come dico sempre, il tetto non esiste.Quindi puoi andare avanti finché vuoi.Secondo me ci sono tanti punti in comune con la letteratura.Io ho tanti amici scrittori attorno, diversi miei amici sono scrittori, alcuni poeti, anche con riconoscimenti nazionali importanti e anche loro dicono "andiamo a scrivere qualcosa di...noi lo lo chiameremo clean, per loro è qualcosa di perfetto.L'ambizione al perfetto non sta tanto probabilmente nel perfetto in se stesso, che ancora difficilmente riusciamo a identificare, ma nell'esaltazione di quegli elementi che ci portano verso la via del perfetto, che essere da una parte il testing ma è un elemento sostituibile con degli altri.Per cui lo vedo come un cammino dove è più importante quasi il cammino, è più importante quasi la ricerca che il raggiungimento stesso dell'obiettivo.Questa cosa mi puzza di artistico per ricollegarci all'artigianato artistico che dicevi prima.Sono d'accordo, l'artigianato mi piace perché ti autodichiari artista, cioè subito di appuntare il dito a questo qua che si crede di essere.In realtà l'artigianato, secondo me, incarna ancora meglio perché c'è la componente creativa ma c'è il pragmatismo di colui che deve consegnare al cliente.Cioè quindi, per quello che sono perfettamente d'accordo con quello che hai detto, il mio percorso è un percorso infinito verso la ricerca della scrittura del codice più pulito possibile, cioè dello scrivere codice sempre migliore nel tempo, ma contemporaneamente oggi devo scrivere codice.Cioè quindi mi devo accontentare della mia imperfezione.Ti faccio una domanda, perché a questo punto il dubbio, stiamo filosofando, insomma filosofia da barra, a questo punto il dubbio mi sorge spontaneo.Secondo te esiste un punto nella ricerca del clean code, della perfezione nella nostra codebase che è quasi asintotico no? Nel senso che la qualità della nostra codebase cresce cresce cresce e poi la crescita non è più veloce come prima ma tende quasi ad appiattire e non si ha la percezione di un miglioramento in questo modo.Secondo te è così la situazione ed esiste un modo per fare dei piccoli salti quantici? Se mi parli all'interno di una singola code base o per il singolo programmatore? Per il singolo sviluppatore.Oggi con te voglio concentrare sulla figura dello sviluppatore.Allora è normale raggiungere dei plateau nella propria formazione? Cioè plateau vuol dire che sostanzialmente arrivi a un punto dove le cose che stavi facendo fino a ieri non ti consentono di migliorare significativamente adesso, cioè nella tua attività normale.Quindi quello che consiglio sempre è quello di rompere qualcosa.Non lo so, sempre programmato ad oggetti, cominci a studiare la programmazione funzionale.Cioè, ho approfondito la programmazione funzionale, studia la programmazione logica.Fai qualcosa, cioè muoviti lateralmente se la profondità non ti dà più stimoli e non ti consente più di crescere come vorresti crescere, anche perché c'è una cross pollinazione molto importante.Perché come lo fanno spesso questo esempio, quando vedi una figura tridimensionale all'interno di uno spazio, ma ne vedi soltanto una proiezione, è inutile che stai lì fermo in quella posizione, li, percepirai sempre quell'oggetto tridimensionale nella stessa maniera.Più ti muovi e più hai coscienza della reale essenza di questo oggetto tridimensionale.Se resti in 2D, ne avrai sempre solo una minima percezione di come è fatto.Quindi, più spazi.Cioè, quello che noi stiamo guardando quando programma ad oggetti e quando programma in maniera funzionale, stiamo guardando in due modi diversi la stessa cosa e queste diverse prospettive ti riescono a dare molto di più sommandole insieme rispetto che a diventare il ninja della programmazione ad oggetti.Hai detto una cosa importante, quindi lo scope shift, ci spostiamo, trasliamo il contesto, usciamo da un blocco, cambiamo prospettiva e in quel modo le variabili si scombinano e abbiamo tutto da riniziare, tutto da riniziare.Noi siamo il punto fermo per tutto il resto e da rimettere in ordine a capo un puzzle nuovo da completare.Qual è il problema però del nostro ecosistema? È che in realtà di prospettive ce n'è un gozziliardo.Noi abbiamo, siamo immagino uno di quei contesti professionali dove rischiamo quotidianamente di essere soprafatti dalle enorme, mi piace definirlo così proprio per collegarmi a prima, dalle enorme punti di vista, dalle enorme microsistemi che lo governano.Per cui quando io devo shiftare da un contesto, una prospettiva all'altra, come faccio a non perdermi nella scelta della nuova prospettiva? Ma sempre per tornare all'artigianato, una cosa che è molto cara al movimento della software craftsmanship è quello di confrontarsi con delle persone che hanno più esperienza di te.non perdersi potrebbe essere fatto attraverso un mentore o più mentori che magari ti possono guidare nel tuo percorso formativo.Cioè quello soprattutto di non perdere tempo con le cose.Sai programmare in Python, non stare lì a imparare Ruby, vai con un linguaggio compilato, vai con un linguaggio puramente funzionale, cioè fai un po' di disruption.Perché quando si è "giovani" tra virgolette ai primi anni, pensi di accumulare linguaggi come per fare un flex, come per dire "ah, io so programmare in 12 linguaggi di programmazione", che poi alla fine vai a vedere se uno è uguale all'altro e dici "ma cosa me ne frega? Non è la sintassi".Cioè è il modo in cui approcci e risolvi il problema che è la cosa principale, la cosa fondamentale nell'attività che fai durante la programmazione.A parte le nuances che ci sono, e se lo guardi con il microscopo atomico, Python è enormemente diverso da Ruby, però superficialmente appartengono alla stessa categoria.Quindi se vai in profondità, allora sì.Se decidi di imparare veramente bene tutti gli idiomi della programmazione, per esempio, sto prendendo due esempi a caso, Python e Ruby, ci trovi due mondi totalmente diversi e ci puoi ci puoi navigare una vita in entrambi.Ma superficialmente, quindi, se devi non imparare un linguaggio di programmazione perché si deve programmare veramente, ma lo fai per migliorare la tua capacità di analizzare problemi, di programmare in generale, è meglio diversificare.E se non sai come diversificare, ci potrebbe stare, perché magari non conosci tutto il panorama, non conosci tutto lo scibile esistente, chiedi.Chiedi qualcuno che ha più esperienza di te, qualcuno che stimi, qualche collega.- Ma poi perché non perdersi? Ma perdiamoci pure nei linguaggi e nelle novità, e nelle bestemmine, insomma, nelle parolacce contro gli approcci.- Ma assolutamente sì.Cioè io adesso mi stavo attenendo alla parte sempre pragmatico pratica del percorso evolutivo del programmatore del tipo che lo fa perché lo fa di mestiere.Poi c'è tutta la parte di intrattenimento, la parte di piacere personale, che quella ovviamente non è disciplinata da queste cose.Cioè uno si potrebbe mettere lì a andare a vedere il dettaglio della cosa perché gli piace e basta.Quindi è provare il piacere per il gusto di scoprire un dettaglio di cui non frega niente nessuno ma che te piace.Ma guarda un po', siamo arrivati proprio a un punto che mi suggerisce la domanda successiva ed è una cosa di cui hai parlato in più di uno dei tuoi talk, no? Abbiamo detto "perché perderci e là mi verrebbe da dire, se ti perdi in questo modo stai mettendo in pausa il pragmatismo della professione e stai entrando nel dominio della passione.A questo punto la mia domanda è passione e professione si sposano? Come si sposano e sono necessari l'uno all'altro? Sì, si sposano, ma bisogna stare molto attenti.Cioè quello che dico in un paio di talk che ho fatto è che c'è un errore che secondo me viene commesso da molti di noi, che lasciano trapelare la propria passione in ambito professionale.Mi spiego che cosa voglio dire.Cioè soprattutto in termini di contrattazione della propria professionalità con l'azienda che ti sta dando lavoro in questo momento.Cioè, quello che dico e che consiglio realmente di evitare è di evitare di vendere la propria passione e la propria passionalità, perché è qualcosa che può essere essere exploited, può essere sfruttata da un'azienda che magari non è perfettamente etica, da questo punto di vista, per andare oltre quello che dovrebbe essere il dovuto.Cioè, il rapporto professionale con il business è che io non programmo perché mi piace programmare, io programmo per te, perché tu mi dai uno stipendio, perché tu mi dai un controvalore al valore che io ti sto erogando".In questo siamo allineati."Patti chiari, amicizia lunga".Se ti erogo 10, io mi aspetto che tu mi eroghi un controvalore proporzionale al valore che io erogato".Soprattutto la coscienza di questa cosa è molto importante per un programmatore, perché è la base per la negoziazione del proprio valore sul mercato.Altra cosa che non facciamo quasi mai, soprattutto noi italiani, gli anglosassoni, non lo fanno molto più di noi.È una cosa che bisognerebbe imparare a fare.Perché se tu chiedi a tanti programmatori, scusami, perché ti pagano lo stipendio? Secondo me non ti danno una risposta bellissima, o comunque non ti danno una risposta che ti darebbe un elemento del business dell'azienda per la quale stai lavorando, o il tuo capo, o comunque uno che sa che cosa stai facendo realmente all'interno di quell'azienda.La capacità di capire perché l'azienda ti sta pagando è fondamentale, perché capisci perché ti sta pagando, qual è il tuo valore, cosa vale e cosa non vale.E ripeto, mai mai mai vendere la passione perché, tra l'altro, l'altro effetto negativo è che, secondo me, gli amici, la controparte del business, non voglio fare un "no" contro di loro.Anzi, voglio che gli obiettivi dei programmatori siano allineati con gli obiettivi dell'azienda.Anzi, questa è la cosa che bisognerebbe fare, bisognerebbe puntare a fare sempre.Però in fase di contrattazione, in fase di negoziazione c'è questa componente, questa danza di uno che tira da una parte e l'altro che tira dall'altra.Vendere la passione ti abbassa, secondo me, il rispetto, fra virgolette, che la parte del business ha nei tuoi confronti.Perché è una cosa che potrebbe essere considerata anche a tratti infantili, è una cosa adolescenziale.Era Stephen King che diceva "gli amatori scrivono quando sono ispirati, i professionisti scrivono tutti i giorni".Cioè, che dopo siamo tutti d'accordo che chi fa la nostra professione lo fa perché è alimentato da una certa passione.Ma quelle sono le tue ragioni personali perché lo fai.E qua faccio la differenza.Domanda provocatoria.Se io non mostro la mia passione, anzi, al contrario, ricomincio, perdona.Se io mostro la mia passione, secondo te avrò un learning path più agevolato e un percorso di carriera più agevolato nel diventare azienda?" No.Percorso di carriera no.Learning assolutamente sì, ma infatti quello che dico è non è che io non devo dare sfogo alla mia passione per la programmazione.Cioè, se l'azienda non ti sta pagando per fare una cosa, non farla.Cioè, tu vai dal tuo capo e dici "amico, guarda, Io ho visto che c'è questo problema, mi piacerebbe tanto risolverlo.Secondo te dovrei risolverlo? Sì.Non è che uno dovrebbe riscondere "sì, però tu cosa mi dai?" ma ci dovrebbe essere questo sottotesto, perché sai, io di progetti carini e interessanti da fare a casa ne ho tantissimi.Cioè, se io faccio questa cosa per te, in più rispetto a quello che dovrei fare.A me cosa me ne viene? Cioè c'è un rapporto di professionalità.Stiamo facendo quella roba del "siamo una famiglia da parte delle aziende, siamo una squadra tutti insieme".Cioè ci possono essere dei rapporti amichevoli, soprattutto all'interno dei team di sviluppo, tutta la vita.Cioè non sto dicendo quello, ma il rapporto con l'azienda deve essere un rapporto professionale.Cioè, l'amore per l'azienda non esiste.Non deve esistere.Perché dov'è l'amore di ritorno da parte di questa azienda? Cioè, poi, vedi delle cose, anche se l'inchedìme, cioè gente che festeggiava come se fosse veramente la propria famiglia, una settimana prima, una settimana dopo, in un'altra azienda, a festeggiare con quelli, con la nuova famiglia."boh, io sarò strano però, quel livello di attachment non è che mi arriva così facilmente, semplicemente, quando ho cambiato di idea".Quelle non esistono più, eh! Quelli che ci facevano il barbecue al sabato, spariti! Faccio il barbecue con altri! Quella mia paraculata, che a me sinceramente non piace e non porta in un bel posto, perché poi, soprattutto quando nutri amore c'è un'aspettativa di essere ripagato, capito? E questo è uno degli aspetti negativi che ho parlato anche nel talk.Cioè, se io mi sbatto per un'azienda e non mi sento ripagato per questo sbattimento, potrei avere la malsana idea di smettere...uno di bruciare la mia passione, e proprio andare magari in burnout.Uno bruciare la mia passione e quindi togliermi un aspetto importante, magari gioioso e positivo della mia vita? Cioè smette di piacermi qualcosa che mi diceva o dall'altra parte sono talmente deluso che dico "no, no, smetto di migliorarmi perché tanto il mio moto del volermi migliorare per fare meglio all'interno di questa azienda non viene riconosciuta e quindi non lo faccio, che è un disastro nucleare, che è come dire "mi suicido così la smetterai di importunarmi".LM: "o cambi azienda, o semplicemente cambi azienda".SB: "assolutamente, cioè continua a migliorare te stesso, ma perché lo devi fare secondo me per etica professionale, perché è la nostra professione, cioè l'essere programmatore prevede questo percorso di miglioramento continuo.Non esiste lo stare fiero.Per me è proprio "fai il programmatore e quindi cosa fai di mestiere? Tante cose.Una di queste cose è il miglioramento continuo".Poi per me è una professione che deve durare, cioè il percorso professionale deve durare 40, 45, 50 anni.Cioè io ho un'idea del programmatore che è un po' diversa probabilmente da quella che dieci anni e poi evolvo verso forme di vita superiore, cose di questo genere.Per me c'è un percorso tecnico che può essere fatto da programmatore.Allora, se io tra 40 anni da sviluppatore poi divento come Uncle Bob, vi prego staccatemi la spina a parte questa fessina.Però Gabriele voglio arrivare a un punto importante.Allora, la nostra professione prevede uno studio continuo molto più di altre professioni.Ok.Vuoi o non vuoi, perché comunque è un ecosistema, un mondo, un'industria schizofrenica nell'evoluzione e quindi se ci vuoi star dentro ti devi sedere il sederino sulla sedia e studiare.vero è che la passione è quella che in qualche modo ti ha etichetta come computer guy e non come professional ok quindi come professionista le più delle volte in un rapporto tra un HR malato può essere visto così, esatto però dall'altra parte dall'altra parte c'è anche da dire che lo sforzo per l'apprendimento se non è alimentato dalla passione difficilmente riesce a essere sostenuto dalle aziende.Allora la mia domanda è le aziende non riescono a sostenere il costo dell'apprendimento dello sviluppatore o le aziende approfittano della passione per non sostenere quel costo? Anche qua secondo me è una cosa che dovrebbe essere "negoziata", cioè parte del pacchetto compensation all'interno di un lavoro, cioè potrebbe esserci quanta parte della mia formazione t'accolli, mettiamola così, ok? E che può essere uno spettro, cioè può essere zero, può essere...magari non il 100%, mettiamola così, può essere 0, può essere il 100%, cioè tutto quello che studio io lo studio al lavoro e sono pagato dall'azienda per...cioè mentre studio sono sempre pagato dall'azienda.È una cosa che può essere negoziata, allora, quello che posso dire riguardo a questo è che proprio perché io considero un percorso di vita lavorativa un po' più lungo rispetto a quello che è, cioè per me formare un programmatore costa un delirio.Cioè secondo me proprio in termini di soldi, di denaro, di stipendio stiamo parlando centinaia di miliaia sicuramente di euro, formare un programmatore.Se ci mettiamo dentro tutto, sì probabilmente arriviamo anche a uno o due milioni a formare una persona realmente signora, anche lì quando si acquisisce la seniority adesso è un argomento che c'è chi l'attribuirebbe dopo un paio d'anni di esperienza.Ci arriviamo anche a quella domanda che ti voglio fare.Non approfondisco e quindi il mio calcolo prevede tutto questo tipo di formazione.Secondo me è difficile che si possa fare carico realmente al 100% della formazione di un individuo, però può collarsi in una parte.Poi dipende sempre dall'azienda.Io ho la fortuna/sfortuna di vedere questo mondo da entrambi le angolazioni, perché vivo tutti i giorni con i programmatori, facendo il loro lavoro con loro, perché spesso vado nelle aziende ma entro dentro nei team delle aziende nelle quali vado per cercare di aiutarli a migliorare la qualità dei codici che producono, ma sono ingaggiato dal business, quindi entro dentro anche nella porta dall'altra parte e quindi io capisco anche che ci siano business che non se lo possono proprio permettere perché i margini non esistono, soprattutto in ambienti ostili tipo il nostro paese che non è proprio il top per fare imprenditoria, per tutte le ragioni che non stiamo qua ad approfondire, però penso che le sappiate tutti e quindi o hai un business realmente redditizio, cioè che scala particolarmente bene, che ha dei margini eccetera eccetera, quindi hai soldi per potertelo permettere e quindi è buono che l'azienda lo faccia, è buono che magari una persona singolarmente possa negoziare per ottenere spazio per formarsi all'interno dell'azienda.Dall'altra parte è difficile trovare aziende di questo genere e quindi se non se la accolla l'azienda te la devi accollare te.Però, ripeto, non è un regalo che tu stai facendo, insisto su questo punto, non è un regalo che tu fai alla tua azienda.Anche perché sarà la tua azienda per quanto? Un anno, due anni, tre anni, adesso non esiste più questa storia che vai dentro un'azienda e poi vai in pensione alla fine.Basta pensarla così perché io penso che la maggior parte delle persone, indipendentemente dal proprio contratto di lavoro, dovrebbe pensare alla propria carriera come la penso io, un libero professionista.Cioè tu sei responsabile della tua carriera, non dare in mano la tua carriera ad un'azienda.Non pensare all'azienda come buon padre di famiglia che ti sa guidare nella tua carriera, nel tuo percorso formativo.Magari lo fa.Magari sei fortunato e trovi un'azienda che magari lo fa, ma devi valutare lucidamente se lo sta facendo se non lo sta facendo.E se non lo sta facendo, te ne devi essere sempre "vigile", fra virgolette.Cioè, dove mi sta portando questa azienda? Cioè, tipo, mi hanno messo a manutenere un pezzo di codice legacy in un linguaggio morto? Mi va bene, ma cacci grano! Cioè, mi devi ricompensare della liability del fatto che io poi devo tornare a casa e devo studiare per essere competitivo sul mercato quando smetterò di fare questa roba per te.È un lavoro usurante? Sì, cioè è una sorta di usura per la quale mi devi compensare.E guarda che quando ho visto gente che faceva questi discorsi, dall'altra parte veniva apprezzata, perché anche tante persone pensano "ah, se vado là così li confronto, cioè questi poi ce l'hanno con me", ma assolutamente è il contrario.Ti dicono "questo qua non un pistola, questo qua ha capito come funzionano le cose.Sì, guarda, io ho vissuto, come dici tu, la prospettiva da due ambienti, angolazioni completamente diverse.Io per tanti anni, come molti ascoltatori sanno, ho avuto un'azienda con diversi dipendenti, però comunque piccola, in un ecosistema asfittico come quello sardo ancora più che italiano, nel senso che il mercato del software engineering in Sardegna potete immaginare quanto Florida possa essere, però a quel punto poi nel mio percorso di vita sono arrivato ad un'azienda internazionale, una grossa azienda internazionale di consulenza che investe in formazione e quindi mi son detto facendo una retrospettiva della vita, delle 10 di sera seduto sul divano con una birra in mano e dico caspita io avrei voluto dare quello che ho adesso sto ricevendo da questa società però questa società è grande ha centinaia di dipendenti per cui sappiamo che più crescono i dipendenti più è facile fare attivare questo tipo di dinamiche perché spalmi il costo su un numero abbastanza grande di figure.E quando ero invece un imprenditore io per fare un corso per allocare quelle tre ore di formazione a una persona e lo facevo, vi giuro lo facevo, ma c'è andavo io, lavoravo io al loro posto per fargli fare la formazione perché nelle piccole aziende in Italia questo succede.Sì sì, ma guarda, penso che sia più un discorso, sono assolutamente d'accordo, penso sia un più discorso come ne fai tu, quasi di etica professionale da parte delle aziende, stiamo parlando in questo caso, fornire appunto questi percorsi formativi piuttosto che altro, perché ad un'azienda assolutamente non conviene.Non conviene anche per il fatto che, cioè, io questo qua che sto formando, che sto spendendo tutti questi questi soldi per formare, cioè chi me lo dice che quando è arrivato ad un buon punto questo non prende e se ne va? E il ricambio nelle piccole aziende è parecchio problematico.Nel senso che c'è un rischio forte, no? Cioè se io investo, poi dice "ah le aziende non investono sulle persone, non investono sui giorni".Ma In un mercato del lavoro fluido come quello che abbiamo, cioè potrei farmi questo discorso quando entravi in azienda, finito il sito da scuola e ci andavi in pensione, su questo discorso lo riuscivo a capire.Ma oggi, soprattutto tra l'altro nel nostro ambiente, dove magari un'azienda oggi c'è, domani non c'è più, cioè anche i mercati sono diventati molto dinamici.Quindi l'azienda che investe sul dipendente non investe in realtà, penso, per avere una prospettiva per il futuro che dopo questo qua mi farà XYZ.È quasi un investimento, è quasi una cosa etica che uno fa e soprattutto magari per dare allo sviluppatore, è come una sorta di pacchetto benefit.Cioè lo fai stare bene, lo fai stare contento, gli dai quello che gli serve e questo lavora meglio per te.Ma è una cosa molto più fatta sul presente che con una strategicità nel futuro.Perché io per avere le mie statistiche, uno dura sul posto di lavoro mediamente due o tre anni, se va bene.LM: "però c'è pure da dire che è un bad luck, perché è vero io lo formo e poi questo se ne va e ho perso.Ma se rimane…" LM: "infatti non è un discorso che si fa, cioè non è un discorso utile.È molto più utile dire "guarda, al mio pacchetto benefit ci metto dentro la formazione, che mi consente di farti stare contento o magari di darti quelle competenze.Poi c'è formazione e formazione, su questo possiamo anche parlarne, perché secondo me la formazione operativa su quello che devi fare nel day by day è la formazione più profonda, fondazionale, cioè del tipo "imparo la programmazione logica".Infatti voglio arrivare là Gabriele, dal discorso che abbiamo fatto fino ad ora mi è sembrato di percepire nei nostri ragionamenti, miei compresi, uno scollamento tra il concetto di formazione, l'elemento del costo della formazione e l'elemento invece dalla prospettiva aziendale del valore generato di quella formazione.Tu hai detto una cosa importante, la formazione è per il professionista, ok? È una cosa, chiamiamola, individuale, ok? Ma in tutto il ragionamento che abbiamo fatto però, non abbiamo citato il valore generato all'azienda da quella formazione.Non l'abbiamo citato perché il turnover, il cambio di società è così devastante o perché in realtà non c'è un ritorno a breve medio termine di questa formazione? No, assolutamente c'è, però dipende da che tipo di formazione, cioè del tipo "dobbiamo usare React, prima, dobbiamo usare Vue, certo, perché React è prima, usiamo React, vogliamo usare Vue, perché ci va di usare Vue, non lo so, ti faccio il corso "Invito l'esperto di Vue che ci fa due o tre giorni di formazione su Vue.E' quella.Cioè è chiara che è una formazione fatta per fare in modo che le persone non combinino disastri per i prossimi due o tre mesi intanto che imparano a programmare in Vue, o comunque diminuire quell'aspetto di immaturità nella conoscenza di un determinato tool.E' chiaro che ti insegno Haskell e noi non usiamo Haskell, ti insegno Prolog, noi non usiamo Prolog, quello è l'investimento di cui parlavo prima che difficilmente viene fatto da un'azienda, se non come pacchetto benefit da darti, non lo so, le tre ore alla settimana, le x ore alla settimana come tempo di formazione personale da dedicare a quello che vuoi.Una roba tipo il biliardino in ufficio.è un pacchetto benefit.In realtà sarebbe bello se questo tipo di apprendimento che può essere da una parte come dicevi tu, l'hai citato più volte e ci arriviamo proprio adesso, fondazionale, dall'altra parte di scope shifting, quindi di cambio prospettiva proprio per stimolare quella crescita personale sarebbe bello insomma che questi due elementi avessero un qualche impatto diretto nel valore generato all'interno dell'azienda ma non è così lampante il collegamento non è così automatico vederlo in realtà potrebbe esserci perché che ne sono lo shifting di paradigma ti aiuta magari a sviluppare capacità nel problem solving poi ti usi tutti i giorni perché hai imparato a cambiare standing point.Cioè tracciare il collegamento del "ah ho letto quella pagina quel dì che mi ha risolto quel problema" è veramente difficile.E' impossibile come è possibile.Per quello che lo considero un investimento.E tra l'altro è difficilissimo traslarlo in keepie eyes questa cosa.E oggi mangiamo pane e keepie eyes.LM: "però, scusami se ti interrompo, è una cosa che consiglio e quindi la dico proprio e la ripeto tutte le volte, la ripeto costantemente, è imparare a capire qual è il proprio valore all'interno dell'azienda.Cioè quali sono gli aspetti della tua attività lavorativa che erogano valore all'azienda.Saperli valutare, sapere quanto valgono.Se non lo sapete, domandate al vostro capo, domandate ai vostri superiori, imparate questa cosa, conoscere questo aspetto, perché attraverso questo aspetto puoi anche valutare la crescita, la tua crescita professionale, non soltanto del "mi sento più preparato, ho risolto questo problema in maniera migliore, va che bel codice che ho scritto", ma anche, aspetto pragmatico di cui parlavamo prima, la ricaduta sul valore, cioè sto erogando sempre più valore alla mia azienda, che poi sono anche gli strumenti che gli danno la possibilità di andare a rinegoziare e andare a negoziare uno stipendio superiore; o comunque ti danno anche gli strumenti per proporti sul mercato del lavoro in maniera più conscia, più consapevole e efficace.Esiste un modo per comprendere il proprio lavoro, il proprio valore all'interno dell'azienda senza coinvolgere il proprio responsabile o nelle piccole aziende il titolare? Perché ti faccio questa domanda? Perché spesso in aziende medie, quindi non grandissime, dove però il responsabile perde un po' di vista d'occhio agli elementi, l'atomicità.Spesso se tu vai a chiedere al tuo responsabile qual è il tuo valore, e magari sei anche in un'azienda di prodotto dove lo sviluppatorio è un male necessario, come mi ha detto un amico qualche settimana fa, spesso neanche il tuo capo, neanche il tuo superiore, sa precisamente quello che è il tuo valore.Perché viviamo spesso in aziende reali, no? Sì, se il tuo capo non sa qual è il perché ti pagano all'interno la tua azienda, lo considererei un grossissimo red flag da parte di questa persona che non è che sta facendo proprio un ottimo lavoro.Detto questo, cercare di capire il business dell'azienda, cioè come si può fare senza chiedere al proprio capo.Bisogna mettersi nei panni di qualcun altro, cioè bisogna vedere il nostro il nostro lavoro in maniera non tecnica.Cioè, come fa a guadagnare l'azienda? Come tu hai detto ci sono aziende di prodotto, ci sono aziende di consulenza...Se non risolvo questo bug in produzione quanti soldi perde la mia azienda?" "esatto, grazie allo strumento che ho tirato in piedi siamo riusciti a individuare i bug in produzione mediamente nel 50% del tempo, l'anno scorso i bug ci sono costati tot, quindi prevediamo quest'anno di avere un risparmio di X, Y, Z.Ti guardano e dicono "tanta roba".Noi sicuramente no.Qualcun altro, adesso non so, viaggiava qua.Il bug è sempre endemico, cioè non è quello il problema.Però capire il business dell'azienda è sicuramente un passo fondamentale del tipo consulenza.La risposta può essere molto molto triste del "cosa ci sto a fare, perché mi pagano".Io ho visto situazioni in cui le persone sostanzialmente erano dei figuranti, mettiamola così.Ci sono degli episodi beceri, non faccio nomi ovviamente però...- Che bello il mondo delle start up! - No, delle aziende di consulenza che ovviamente guadagnano sul numero di persone che riescono a piazzare dal cliente e quindi più persone riescono a piazzare più soldi fanno e quindi il tuo reale valore è il valore del figurante.Perché loro comunque generalmente queste aziende di consulenza hanno determinati individui, tipo Wolf risolvi i problemi, cioè quindi ti buttano lì nel mucchio un po' di gente, vedono che cosa riesce a fare, se poi alla terza telefonata del cliente arrabbiato mandano le persone che hanno le capacità per mettere tre o quattro pezze a non finire in causa con il cliente e poi la chiudiamo così.Cioè quindi il tuo ruolo potrebbe essere tranquillamente proprio del figurante, ma è importante saperlo, perché se lo so poi mi gioco le mie carte.Cioè del tipo "è inutile che io vado a fare quel discorso per aumentare il mio stipendio perché ho imparato x y z".Ma chi se ne frega? Cioè è chiaro che questo discorso non potrebbe essere mai fatto in un ambiente di quel genere lì.Sei te che devi "ah, sono un figurante, perfetto, cioè quindi tenderò a fare il minimo possibile per soddisfare il mio ruolo di figurante e nel frattempo studierò e farò le mie cose, pianificherò la mia carriera, cioè già mi sto preparando per i lavori successivi.Che va benissimo, perché tanto loro a ognuno non ne frega niente.Cioè quindi l'universo si è allineato.È chiaro che se tu sei in un'azienda del genere, hai passione, non hai ancora imparato a misurare questa passione, a giocartela bene con il business, come abbiamo detto prima.Quindi sei un po' immaturo da quel punto di vista lì.Vuoi flexare, vuoi pompare i muscoli, vuoi andare là e dire "guarda che roba che ho fatto".Questi ragazzi dicono "ma vedi che non me frega, guarda che siamo qua".Cioè là ci sono i nani, qua ci sono le ballerine, questo qua è un circo.Hai capito, hai smagliato film, no? E questo qua va in depressione, perché magari è stato su di notte per fare una cosa che lui riteneva importantissima e bellissima, quando gli altri non gliene frega niente.LM: e anche qua ritorna sempre l'equilibrio tra passione e professione, il comprendere qual è il tuo ruolo e se lo stai facendo bene è il modo importante.LM: anche queste situazioni, ripeto, possono essere sfruttate a proprio vantaggio, ma se sai quali sono le regole del gioco.Sì e soprattutto in un contesto dove in realtà cambiare società è ancora abbastanza facile.Non so per quanto ma il mercato ancora certo non è quello di tre anni fa, però è un mercato che ti permette ancora di muoverti facilmente.Posso dire un'altra cosa bold? Non ci sarà mai un problema per i programmatori.cioè voi vi immaginate un futuro dove ci sarà meno roba programmata? no mi immagino un futuro dove digital transformation non è un termine di marketing sì però aumenterà il mercato della roba programmata ma in modo più più naturale secondo me adesso è proprio un mercato iper pompato si aumenteranno i programmatori ovviamente di conseguenza il mercato poi si allinea, perché più domanda c'è, più programmatori saliranno.Però comunque c'è sempre poi il discorso della preparazione.Cioè il nostro lavoro non è proprio semplicissimo, possiamo dirlo.Non è proprio dato per scontato che chiunque dice "basta la volontà" si mette lì lo fa, sembra una passione, sembra un'attitudine.Non basta un corso di sei mesi per pagare fiori fiorili.Più che altro è la selezione della persona.Guarda, come uno ci arriva, come uno fa formazione, mi importa il giusto.Quindi non è che caffiamo persone che sono sono state introdotte nel mercato, o comunque nella professione, attraverso dei corsi di formazione brevi.Perché tanto a me non mi interessa niente, perché in quello che considero io dei 40-45 anni di carriera, sono i tuoi primi sei mesi, un conto se si stoppa lì, allora non ci siamo capiti.Ma se è solo il tuo primo passo, chi se ne frega come hai iniziato.La cosa importante è che prosegui con una certa professionalità e se sei in grado, se hai le caratteristiche necessarie per essere un buon programmatore e un po' di selezione naturale qua la farei.Cioè nel senso che secondo me non è che il 100% della popolazione mondiale potrebbe fare il nostro lavoro.- Qua ci sta perfetto il gancio sul senior Mauro.- Sì in realtà stavo anche guardando l'orologio che in tanti in modo inesorabile lui segna.Non si ferma mai.Proviamo ad andare veloci.Telegrafico.L'importanza della qualità dicevi prima, quindi anche le capacità e tra questi elementi entra in gioco la seniority.Prima domanda, come la misuriamo in anni di lavoro? No.Poi l'altra alternativa.L'ha detto che era telegrafico comunque.Di realtà io ho i miei modi, nel senso in autonomia per esempio.L'autonomia comincia ad essere qualcosa di interessante, sì.Quali sono gli altri elementi che metteresti nel calderone proprio per la valutazione della seniority, perché tutti si mettono questo titolo di senior developer, staff developer, king del ghetto.Lo sai com'è LinkedIn, che è un po' una giungla da quel punto di vista? Assolutamente sì.Allora, le cose che metto sicuramente è l'autonomia, il concetto che lego anche all'etica professionale della responsabilità, l'ownership del codice scritto, a quale associo anche un certo concetto di leadership, uno per tutti, tutti per uno all'interno del team, collective co-ownership vera, cioè tutti siamo responsabili del codice che abbiamo scritto.Non l'ho scritto io, ci penserà qualcun altro.Cosa di questo genere.Sicuramente c'è tutta una componente di soft skill non indifferente che deve avere un senior, cioè deve essere in grado di interagire con diversi tipi di persone, quindi non solo con i tecnici come abbiamo detto, ma anche con persone che fanno design, persone che fanno security, persone che fanno infrastruttura, persone che fanno prodotto, persone che fanno business, marketing, HR, bisogna saper parlare con tutti e sapere cosa dire, cosa non dire, come dirla, eccetera eccetera, anche lì tante nuances.Una cosa che considero veramente importante è la capacità di valutare obiettivamente gli strumenti da utilizzare per la risoluzione di un problema.Il fanboyismo è qualcosa che associo molto a un profilo junior.Nota, anche io le mie preferenze personali, cioè Story, React, Vue, in termini di linguaggi, in termini di tool, in termini di strumenti, in termini di framework, eccetera eccetera eccetera.Detto questo, riconosco la possibilità, cioè se vado in un team che sta utilizzando un determinato strumento, non è che posso dire "siete dei disgraziati, siete dei scappati di casa, cosa state utilizzando? Ma va qua, bisogna usare...".Cerco di capire qual è stato il ragionamento che vi ha portato ad utilizzare un determinato strumento e, secondo me, se non è il ragionamento corretto, glielo faccio presente.Ma sempre in maniera professionale, lucida, fra virgolette di staccata, sempre il discorso è bilanciare professionalità e passione.Io posso adorare o odiare un determinato linguaggio, ma essere cosciente del fatto che quel linguaggio può essere utilizzato benissimo per produrre valore, per fare aziende di successo.Ok? Con dei pro e dei contro che possono essere valutati da un punto di vista tecnico, formale e che possono essere parte di una discussione buona, fatta bene, positiva, senza metterci di mezzo i gusti personali che non hanno, non fanno testo.Hai detto una cosa, una cosa importante che è l'elemento della responsabilità, che ha un lato di tipo etico, che col tempo si sta sempre più, sai, la consapevolezza dell'impatto del nostro lavoro sta via via sempre crescendo e direi finalmente era ora.E dall'altra dall'altra parte però ci porta a un dubbio.Siamo delle...la faccio breve, vi risparmio un preambolo di un'ora e mezza ed è meglio così.L'altro giorno nel gruppo Telegram è ho condiviso un articolo interessante di qualche anno, perché risale al 2015 di The Atlantic, che parlava del ruolo del developer visto come ingegnere.Quello che l'articolo diceva, scritto da una figura importante del mondo del gaming development, diceva "oh raga, basta chiamarci ingegneri perché la nostra industria ha una serie di caratteristiche per cui noi non facciamo engineering, per cui non diciamo cazzate, non siamo ingegneri.Una tra i tutti è il modo in cui, il fatto che noi non abbiamo una responsabilità esplicita data da un albo professionale, data da un sistema di giudizio formale, anche davanti a un giudice, un vincolo formale nel giudizio per cui noi abbiamo detto che la responsabilità è l'elemento che ci rende senior developer o senior engineer ma dall'altro canto sappiamo che spesso ci ripetiamo che non abbiamo questa responsabilità formale.Secondo te allora siamo ancora davvero developer o possiamo ambire al ruolo di ingegnere? Sicuramente sì, nel senso che la seniority, il senior che si dà la responsabilità sul codice che scrive è una consapevolezza, cioè a un certo punto sei arrivi ad essere consapevole che il tuo codice ha un impatto reale sul mondo, cioè sia sull'economia dell'azienda per la quale stai lavorando che sulla vita delle persone che utilizzano il software che tu hai scritto.E da lì arriva la tua responsabilità che, per me, eticamente dovremmo autodarci.Non so se questo ci fa diventare, ci fa avvicinare al concetto, alla definizione di ingegnere.Sinceramente l'ho sempre considerato una polemica sterile, cioè di quelli che si vogliono tenere la la propria etichetta, cioè chi ha scritto che ingegnere vuol dire quella roba lì? Cioè, da un punto di vista, cioè gli anglosassoni direbbero che gli ingegneri sono quelli che mettono le mani in pasta nelle cose che fanno le cose, cioè quello per loro è ingegneristico, quindi da questo punto di vista siamo tranquillamente, possiamo essere considerati tranquillamente ingegneri.Da un punto di vista della responsabilità, ripeto, ce la possiamo tranquillamente prendere la responsabilità.Ad oggi non siamo pronti, perché il nostro ruolo non è ancora riconosciuto come tale.Cioè stiamo facendo dei passi in avanti, ma non è ancora riconosciuto come tale.In molte aziende i programmatori sono, come dico, nei miei miei talk delle commodity, sono gli operai, cioè sono gli impiegati di basso livello dell'azienda, cioè non puoi considerare...Sto mostrando la maglietta che poi vi racconterò alla fine.Ok, quindi non puoi attribuire quel genere di responsabilità di cui parlavi prima, soprattutto formale, a una persona che è considerato non strategica, ultima ruota del carro dell'azienda.Quindi c'è un'impasse anche nel nostro ruolo stesso, di come sono formati, come sono strutturati, come sono organizzate le aziende, di come è organizzato lo sviluppo del software.Prima hai parlato della scrittura, infatti quando vado a spiegare il nostro lavoro, invece che utilizzare la metafora della costruzione delle case, della metafora edile, io utilizzo la metafora della scrittura, della narrativa, cioè dove considero i programmatori più scrittori di libri, cioè gente che scrive libri a più mani, dove hai un editor che ti impone determinati paletti su che cosa devi fare, ma sostanzialmente dentro te la giochi con i tuoi colleghi, cosa scrivere, come scriverla eccetera eccetera, anche una componente creativa.E lo scrittore non ha lo stesso ruolo del programmatore.Cioè, se lo scrittore di successo che vende tanti libri ha un ruolo nella casa editrice, cioè l'editor o comunque chi lavora per la casa è sotto lo scrittore.Qua da noi il manager sta sopra, il project manager sta sopra il programmatore.Nella mia visione del mondo dovrebbe essere così.Il project manager dovrebbe essere il facilitatore, cioè colui che facilita determinate cose all'interno dell'azienda che permetta al professionista di fare bene il suo lavoro ma non dovrebbe essere il tuo capo.Quindi possiamo dirlo che siamo dei muratori strappagati? Aspetta che metto un marker che questo è bellissimo, c'è la storia su TikTok.È una materia molto diversa dalla cazzuola e dalla malta e dai mattoni, ma costruiamo cose che secondo me non sono strappagate, se non siamo decisamente strappagati.Purtroppo questa è la mia opinione.Se posso entrare con la mia idea riguardo a questo, il mio pensiero è che è un po' ci possiamo definire artigiani? Perché non ci possiamo definire anche ingegneri? Ma non nel termine di essere "ing" iscritto all'album, ma nel termine di utilizzare il proprio ingegno nel realizzare qualcosa.Per lo meno io, quando ho sempre iniziato a vedere su LinkedIn, esplodere questo buzzword nelle job position, cioè "senior developer engineer", "senior x* engineer".Io non l'ho mai preso, ma quindi questo ha fatto ingegneria, essere laureato, c'è la graduation, ingegneria.Per me no, non è mai, cioè per lo meno da ignorante per lo meno, ho sempre pensato semplicemente come un termine che fa capire di avvicinarsi all'ingegno più che all'essere ingegnere.Anche perché...- Ci sta, ci sta.Nell'accezione anglosassone è esattamente quello.- No, perché se avessi frainteso allora io vado a cambiare immediatamente la mia definizione su LinkedIn, anche perché non ho voluto fare ingegneria per essere etichettato come ingegnere, ma ho fatto matematica e informatica per essere semplicemente un informatico matematico.- Per arrivare a quel livello di serietà o responsabilità, cioè tipo di un ingegnere edile che fa il calcolo degli equilibri statici di un edificio, di cose di questo genere, probabilmente non ci arriveremo mai, ma perché la materia che noi trattiamo è molto molto diversa, non ci saranno mai le formule per farlo.Perché è mutabile, è l'elliflua.In realtà vi dico qual è la mia visione, che tra l'altro è la mia opinione, non troppissimo bold che ho anticipato nel gruppo Telegram.Io ho studiato ingegneria informatica e ho tantissimi amici che hanno studiato informatica.In realtà uno dei giochi che facevamo era comparare il piano di studi.Ok? E in ingegneria informatica uno ha per esempio dei topic per i quali io ho sputato sangue odiandola è elettronica.Cosa mi ha suggerito il mio il confronto proprio l'operazione di confronto tra questi piani di studi? Che in realtà elettronica era una delle casistiche, ma controlli automatici, sistemi a controreazione, cioè avere quel tipo di prospettiva mi ha suggerito la visione che ho oggi del software engineering, cioè una visione, passatemi il termine più olistica, più da software architect, no? Una visione di sistema, non una soluzione verticale del problema.Si è scritta l'alba degli architetti.In realtà, in realtà, lo dico e questa è la boldissima opinion, io mi sarei dovuto iscrivere all'albo degli ingegneri ma non ho voluto fare l'esame di stato perché l'unico vantaggio che c'è ad essere ingegnere in Italia, formale, è solo che costano meno i contributi, fondamentalmente.È la cassa previdenziale.Esatto, però faccio parte di un altro albo, completamente inutile, che è l'albo dei giornalisti ed è la cosa credo più insulsa e inutile, cioè per me appartenere a quell'albo vuol dire 200 euro l'anno e i corsi di formazione stupidi...Puoi andare allo stadio gratis.Scusa? Puoi andare allo stadio gratis, credo.Non ti danno il cartellino con il quale magari puoi accedere? Sì ce l'ho, ce l'ho, con i bullini che ogni anno attacchi...È più utile dell'albo degli ingegneri allora, via.Poi l'unico vantaggio in realtà è quello è entrare nei musei gratis, quello sì, solo che mi vergogno e quindi non lo uso, vi giuro, mi vergogno.Però per dirvi che per ritornare gli albi e tutto quello sono un meccanismo di casta completamente inutile.Però se noi prendiamo in considerazione non tanto il ragionamento sulla responsabilità, perché è viziato dal fatto che la nostra industria non è ancora perfettamente formata, è ancora molto in divenire perché dobbiamo stabilire una serie di regole che ci dicono il software deve necessariamente rispettare questi paletti in termini di qualità, dobbiamo avere delle responsabilità formali definite, dobbiamo avere degli impianti dei paletti un pochino più strutturati nei quali muoverci e arriveranno e come dici tu Gabriele in alcuni tweet talk arriveranno dall'alto se non ci cacciamo la mosca e ce li subiremo.Ho paura di scoprire chi li metterà questi paletti, come saranno questi paletti.Se arriverà sarà un momento interessante, duro.Io se proprio devo arrivare mi piacerebbe essere nel bordo di quelli che li mettono, un po' come ha fatto OpenAI con le ultime regolamentazioni riguardo ai sistemi di large language model, non so se avete letto qualcosa, continuiamo la discussione nel gruppo Telegram.Però ecco, se noi per un attimo sospendiamo l'attaccare l'etichetta ingegnere sul concetto di responsabilità e invece lo proviamo a puntare su un impatto metodologico, a quel punto probabilmente esiste una distinzione, ha senso farla, ma non ha senso farla nella condizione di mettere un gradino più in alto o un gradino più in basso, ma nella condizione di distinguere due ruoli differenti con delle responsabilità diverse e con delle azioni diverse da eseguire.Poi naturalmente a noi non piacciono i silos e questi ruoli si compenetrano spesse volte, però è secondo me un modo molto più proficuo di vederlo e nel mentre magari lavoriamo per creare un impianto di responsabilità più solido nel quale costruire appunto la nostra professione 2.0 chiamiamola così.Fa molto anni 90, anni, primi anni 2000 no? Il 2.0.Ormai siamo al 4, sei un po' indietro.Eh sì, devo fare l'aggiornamento.Guardavo l'orologio, siamo lunghissimi.Rubo solo un minuto per dire, prima mi sono sollevato avevo una maglietta bellissima che è questa, che è la maglietta di Videoterminalista Metal Meccanico che è uno dei nostri meme e da questa settimana ci sarà anche, sarà possibile prenderla dal piccolo store di Gitbar.In realtà Gitbar ci guadagna praticamente un caffè ogni maglietta che prendete, quindi non lo facciamo per i soldi, non ce ne frega niente, ma è un modo per avere un simbolo distintivo e questa è la prima maglietta che lanciamo, ce ne saranno delle altre ancora più divertenti, insomma se volete avere una maglietta rossa con un vecchio computer e la falce e il martello, beh allora, per chi non la sta vedendo su YouTube è molto bella, la trovate nei link allegati all'episodio.Prima di arrivare al momento del Paese dei Balocchi dobbiamo ringraziare chi ci supporta e fa sì che il nostro podcast che adesso è anche in video possa arrivare nelle vostre orecchie.Questa settimana abbiamo un po' di persone da ringraziare, alcune delle quali me le sono completamente perse, abbiamo Livio Francisconi e Giovanni Orciuol che ci hanno appunto invitato questa birra che vedete in video, quindi se anche voi fa piacere supportarci abbiamo un pulsante supportaci nel sito web, specie perché col video i costi sono aumentati, anzi sapete cosa stavamo pensando di fare? Di fare una bella pagina all'interno del sito dove mettiamo la barretta, vi raccontiamo per filo e per segno i costi che stiamo sostenendo e mettiamo la barretta di avanzamento.In questo caso, in questo modo, voi siete consapevoli di quale parte, di quale cosa state andando a coprire.Detto questo, abbiamo un'altra persona da ringraziare che è Daniele Campogiani che ci ascolta usando un player podcast 2.0 perché siamo arrivati su YouTube ma siamo e rimaniamo un podcast quindi questa finestra col play sullo sfondo rosso chiamata YouTube è solo un modo per aprire e entrare e vederci in faccia, la mia non bellissima come potete vedere ma essendo un podcast pensiamo che il value for value del podcasting 2.0 possa essere un modo innovativo per sostenerci.Che cos'è il value for value? Voi ascoltate questo episodio pensate che abbia del valore.Bene nel vostro player che può essere Castamatic, Fontan, ce ne sono diversi, non su Spotify che non lo permette, avete un pulsantino con la scritta Boost.Se avete collegato il vostro portafoglio Bitcoin, portafoglio Lightning, cliccando su Boost ci mandate qualche satoshi e potete allegare il messaggio che leggeremo in puntata.Inoltre c'è una funzionalità che si chiama Streaming.Potete decidere di donarci un satoshi per un tot di Satoshi per ogni minuto di podcast che ascoltate.Quindi potete dire che ne so io voglio donare x Satoshi in stream mentre ascolto Gitbar.Magari alla fine dell'episodio avete donato quell'euro o quei 50 centesimi però l'avete fatto ascoltando l'episodio e questo ci fa capire il vostro apprezzamento.È un modo nuovo, provatelo.Ripeto, basta aprire e cercare Gitbar in un client di podcast evoluto e fate un po' come ha fatto Daniele Campogiani che appunto ci ha streamato i suoi Satoshi mentre ci ascoltava.Tra l'altro grande Daniele che praticamente l'ha fatto senza che noi avessimo parlato di questa feature.Infatti, potevo dire la stessa cosa, grande, figata.Noi abbiamo ascoltatori sempre sul pezzo.Detto questo è arrivato il momento tipico e topico del nostro episodio, il momento in cui i nostri guest e i nostri host condividono con noi un libro, un film, un talk, un vino, qualunque cosa abbia catturato la vostra attenzione, pensiate sia valevole appunto di essere condiviso nel nostro podcast.Per cui io vi chiedo, iniziando da Gabriele, avete qualcosa da condividere con noi? "Ti conduco nel paese dei balocchi" "Ah, il paese dei balocchi" Avevo un paio di domande per restare in topic di questa sera, più sull'abito formativo, l'evoluzione e carriera.Mi sa che è troppo tardi perché ho già chiuso le iscrizioni, ma volevo segnalare che penso non ne abbiate mai parlato, ma tra poco ci sarà il Socrates, che è una Unconference origine tedesca ma che adesso viene fatta in tutta Europa e c'è anche la versione italiana, ma in generale volevo sponsorizzare questo tipo di conferenze che si chiamano appunto "unconference" dove essenzialmente i talk vengono fatti direttamente dai partecipanti, cioè c'è una facilitazione da parte degli organizzatori della conferenza ma diciamo l'agenda, i topic di cui si parlerà vengono decisi in luogo, in loco, e sono i partecipanti stessi che decidono, cioè che parlano anche.Uno è Socrates, poi c'è Polente e Deploy, che viene fatto generalmente un po' all'inizio dell'anno, poi c'è Arancino e Deploy, anche l'ultimo è stato fatto in Sicilia.Cercate questo genere di conferenze, sono attualmente le mie preferite perché è quella parte delle conferenze che io adoro, c'è più interazione, c'è quella parte del "programmiamo insieme".Tra l'altro sono conferenze che vengono fatte in alberghi generalmente e tutti i partecipanti della conferenza entrano in quell'albergo e tutti i partecipanti pernottano in quell'albergo.Quindi solitamente la conferenza dura due giorni ma è un non-stop, potresti fare 24 ore su 24, quindi succedono delle cose molto simpatiche, molto divertenti.È estremamente consigliato.E un libro del Laurilli, visto che siamo in tema, sui percorsi tecnici di carriera, che si chiama "The Staff Engineer's Path".Cioè, qua abbiamo preso il termine marchettaro del programmatore.Dopo il senior, il lead, c'è staff, staff plus, staff principal, cioè cose di questo genere.Però è carino il libro perché comunque dà una serie di consigli sulle persone, cioè che le persone che come me vogliono proseguire una carriera tecnica, cioè si possono trovare degli spunti interessanti su come fare questo percorso.Chiaro, bello, trovate tutto nelle note dell'episodio.Tra l'altro lo metto nelle note perché c'è un altro libro che è "The Staff Engineer" qualcosa altro, che io nella libreria ho letto un po' di tempo fa però diciamo questo mi sembra...in realtà l'ho comprato da staff engineer pat, non l'ho ancora iniziato, ce l'ho in backlog, però da quello che sento dire in giro è un gran bel libro quindi tu mi confermi.Sì ci sono degli spunti molto interessanti, cioè dopo alcune cose ci possono ovviamente applicare altre magari meno alla propria realtà però secondo me ne vale la pena per gente che vuole fare una carriera tecnica.LM: Chiaro.Andrea? AP: Presente.Allora, come sapete, sono arrivato nel bar stasera, non sapevo nemmeno di cui si parlava, quindi non sono preparato sul balocco, però dai impreparato, dopo due minuti di registrazione l'ho trovato, perché mentre Mauro raccontava il percorso di Gabriele, ha citato "Avanscoperta".Quindi, nel momento in cui ha citato "Avanscoperta", a me, boom, si è aperto, si è sbloccato un ricordo.Parliamo di diversi mesi fa, prima dell'estate, stavo ascoltando un altro podcast del Post, non mi ricordo se era "Morning di Costa" o "Bordone", entriamo in bordone.Comunque raccontano di questa legge, quindi il mio balocco è una legge.Forse è la prima volta che in un balocco di Gitbar si porta una legge.- E noi la infrangiamo? - Non lo so, ora la scopriamo.Prima di sbilanciarci se ce la infrangiamo o no, ve la devo prima raccontare.Lui comincia a raccontare, diciamo, racconta di questa legge molto particolare, affascinante, e poi cita chi ha, diciamo, affondato questa legge.È un italiano.E tu già dici "wow".Poi dici "è un programmatore italiano".Tu dici "oh cazzo, wow, e chi è?" "È Alberto Brandolini"."Oh merda, ma zio Brando, ma com'è possibile? Non può essere vero".E di fatti vado immediatamente a cercare ed era proprio lui.Quindi io ero in un podcast che non c'entrava niente di informatica, non c'era niente di tutto questo, del reparto tecnico e vanno a citare Zio Brando.E citano una legge fondata da lui dopo un'affermazione fatta su Twitter nel 2013 che ancora ad oggi è super citata, ripresa da tutto il mondo, che dice appunto questo.È un principio secondo cui l'energia necessaria a confutare una sciocchezza è molto superiore a quella necessaria a produrla.Nel mondo anglosassone è conosciuto anche con il nome di "Bullish Asymmetry Principle", quindi il principio di asimmetria.E' geniale, lo ripeto, l'energia necessaria a confutare una sciocchezza che ha detto qualcuno è molto superiore a quella che ovviamente una persona ha avuto bisogno per generare quella sciocchezza.Ovviamente qui veniva un po' utilizzata con il discorso terapia attisti, no vax eccetera eccetera, tutto quello che diciamo complottisse eccetera eccetera, che ovviamente quando tu ti trovi di fronte a una persona che tu hai tutte le carte in regola per spiegargli "guarda che ti stai sbagliando" ma devi investire davvero tanta energia, tanto effort per convincerla che si sta sbagliando.Quindi ho voluto portare questa cosa, poi troverete tutti i maggiori dettagli nella nota dell'episodio.- Adesso mi spiego perché mi lasciano parlare spesso.Luca? Vado io.Ho due balocchi.Il primo è tanto per cambiare un libro, un audiolibro in realtà, che sto ascoltando in questo caso, abbastanza famoso, probabilmente l'avrete già letto, però io l'abbalocco lo stesso."Intelligenza emotiva" di Daniel Goleman.Mi sta facendo aprire gli occhi su diversi aspetti della vita, professionale, familiare, sociale, psicologica, e con tantro.E fa capire quanto come cui non basta.Ma tanto io non ce l'avevo manco quello, quindi ci sta bene lo stesso.No, è un libro molto interessante, io ce l'ho, almeno personalmente, lo sto finendo di leggere, mi manca giusto un'oretta su Audible, ma ovviamente se prendete il cartaceo c'è anche quello.Come secondo ballocco, visto che Gabriele ha ballocato una non-conferenza, io ballocco invece una conferenza, che forse è stato già balloccato dall'avvocato Carlo Piana o comunque sicuramente nominata e mi sento anche di, non dico sponsorizzarla, comunque di citarla che la SFSCon, la South Error Free Software Conference, viene fatta il 10 e l'11 novembre quest'anno a Bolzano, che per molti di voi è dietro l'angolo, sono sicuro, però è gratuita, è una conferenza internazionale, ci sono tante persone, tanti speaker di spicco.Gli altri anni offrivano anche il pranzo, probabilmente lo faranno anche quest'anno, c'è il pranzo insomma, un biglietto per sfamarsi.È una bella conferenza in un bel ambiente che è il Noi Tech Park, l'incubatrice di Startup, dove ci sono anch'io, è un bellissimo ambiente.Secondo me vale la pena anche vederlo, visitarlo, già che ci siete.Potete girare la ridente cittadina di Bolzano e l'Alto Adige in generale.Finito.Ottimo.Perdonatemi, riprendo la parola perché mi è sbloccato un altro ricordo citando SFS.Oggi che stiamo registrando siamo nei primi di ottobre e sapete benissimo che Gitbar ama i software open source, ama parlare di open source e inizia ottobre e arriva al mese dell'open source e quindi diciamo non posso non citare e baloccare anche l'October che è cominciato il primo di ottobre, finirà il 31 di ottobre, è un modo per chi non lo sapesse perfetto per avvicinare, per far avvicinare le persone al mondo di open source, quindi avvicinandosi ad esempio a dei software che amiamo, andando a cercare issue con la label l'acto per fest o good first issue sarà possibile approcciarci, avvicinarci alla contribuzione e se lo facciamo registrandoci l'iniziativa alla nostra prima pull request mergeda da un maintainer verrà piantato un albero attraverso tre nation quindi faremo anche del green e se facciamo fino a quattro pull request riceveremo anche dei stupenti gadget quindi...ma non le hanno eliminati? se non sbaglio ci sono, ma quest'anno sono digitali, ho letto, molto in piccolissimo, tipo c'era scritto "tantissimi gadget digitali", che nel senso che non ti spediscono più niente.Ho fatto in tempo a beccarmi una maglietta l'ultima volta, poi basta.Sì, anch'io ho dovuto pagare quasi 15 euro di dogana, per cui alla fine me la sono confrata.la maglietta.Ma non si fa per la maglietta, si fa per le coste.Esatto, le magliette le andiamo a prendere o nello store di Github.Noi siamo ancora per i buoni in maglietta, quindi andate pure nel store.Esatto, detto questo, io il mio balocco l'ho detto.No, esplicati perché voglia andare a comprare la maglietta dai.Abbiamo parlato di libri, di conferenze, ma noi siamo sviluppatori e quindi abbiamo bisogno di giocattoli anche.Il giocattolo che vi porto sposa due mie passioni, una più wannabe, un'altra più strutturata e ve lo introduco così.Podcasting in 2.0, sto trovando un modo per costruire in modo facile il feed RSS perché podcast è RSS, lo dico, cioè proprio lo evidenzio con l'evidenziatore di tutti i colori, tanti cuori per RSS, l'unica cosa che rende ancora utile l'XML che secondo me altrimenti è tipo un markup language, non so, lasciamo stare.Stavo cercando un modo per fare un editor di RSS e volevo fare una roba non web.Volevo fare un editor che calchi un pulsante "sync" e automaticamente ti carica il tuo filetto rss, il tuo filetto xml, il tuo filetto audio e una serie di altri file a contorno che possono essere le immagini o altri assets direttamente via ftp oppure su s3 o similes3 insomma del cloud provider che vi piace questo perché in realtà la cosa più figa sarebbe che questo tool possa essere usato anche da chi non è programmatore e magari c'è il sito su Aruba, detto tra di noi.Stavo cercando un modo per farlo quindi non doveva essere web perché appunto chi c'ha il sito su Aruba mica c'ha un modo per deployare la sua app in Node.js o simili e stavo cercando un modo per fare un'applicazione standalone e voi lo sapete a primo sguardo si salta su su Electron, ma dall'altra parte Electron posso usare React, sono nella mia comfort zone, ma dall'altra parte io guardo Rust con...avete presente quel meme del tizio che sta con la tipa e guarda l'altra che sta dietro? Ecco, quello sono io con Rust, che praticamente questa è Rust e io orbito attorno senza mai centrarlo.E allora ho detto, ragà, i libri, almeno il libro di Rust più System Programming in Rust, adesso non ricordo il titolo, li ho letti.Adesso è il momento per andare hands on e diventare artigiano, come diceva Gabriele.e quindi ho trovato che fare questa applicazione, almeno la parte core in Rust, potesse essere un modo poco produttivo in realtà per me che non conosco Enson profondamente Rust, ma molto utile per la fase di apprendimento finalizzata nella realizzazione di qualcosa che potrebbe essere utile e che è l'unico modo che ho io per studiare, cioè non studio tanto per studiare, non ci riesco.Morale della favola, tagliandolo a corto perché penso di aver già preso 15 minuti di Paese dei Balocchi, ho provato Tauri.Tauri è l'alternativa a Electron.Ragazzi io ho fatto la piccola applicazione che adesso vedete voi amici di YouTube, almeno una parte, che legge file, converte cose, scrive su disco, fa parsing e l'applicazione è velocissima, una UI stranamente reattiva cosa che non mi aspetterei da una da una webkit view no? da una UI renderizzata in html e javascript e tanta roba con una UX allucinante raga è veramente allucinante e quindi niente se volete provare a fare delle robe desktop senza però sbattervi a studiarvi delle delle robe per disegnare un bottone a destra e in basso ecco tauri può essere può essere la la soluzione siamo arrivati alla alla fine e come sempre dovevamo stare in un'ora siamo un'ora e 40 ormai siete con tanti tanti complimenti perché siete rimasti a guardarci.Spero che vi sia piaciuto.Io naturalmente Gabriele ti ringrazio tantissimo perché hai portato una prospettiva differente della nostra professione.Un modo...parlavo con un amico da poco, un astrofisico, e mi diceva "Mauro, l'unico modo che abbiamo per profondamente comprenderci è guardare il nostro riflesso, guardarci da fuori.La particolarità della chiacchierata di oggi è stata che Gabriele pur essendo uno di noi sei riuscito a proiettare la nostra immagine in modo chiaro e profondo e quindi ci hai dato modo di osservare profondamente quello che siamo, quello che abbiamo e il percorso che unisce questi due punti.Quindi proprio per questo ti ringrazio davvero davvero tanto.Grazie a voi, sono contento che ci sia piaciuto.Detto questo io vi ringrazio, ringrazio anche Luca e Andrea per avermi aiutato e soprattutto supportato, anzi aver condotto questo sogno.Sempre un piacere.E vi diamo appuntamento alla prossima settimana.Ciao ciao! Ah, mi raccomando, cliccate sul campanaccio e iscrivetevi al canale.Mamma mia che brutto che sono dicendo questa cosa.Fai anche il segno.Dai sono le prime volte, ci dobbiamo ancora rodare.Sì dai dobbiamo crescere anche sul canale YouTube che poi vediamo di inserire un po' di contenuti anche video che però non disturbino il podcast perché noi siamo principalmente un podcast [Musica] [Musica] [Musica] [Musica]